Il sistema penitenziario italiano registra un nuovo episodio critico presso la casa circondariale di Locri. Durante la serata, due detenuti di nazionalità straniera, un uomo iraniano di 37 anni e un giovane afghano di 25 anni, sono riusciti a scavalcare il muro di cinta della struttura. Le dinamiche esatte dell’accaduto restano ancora in fase di accertamento da parte delle autorità competenti.
Entrambi i soggetti si trovavano in stato di detenzione dallo scorso agosto. Immediatamente dopo la segnalazione della fuga, la polizia penitenziaria, in sinergia con le altre forze dell’ordine, ha avviato le operazioni di ricerca sul territorio.
Localizzazione di uno dei fuggitivi
Le attività di ricerca hanno permesso di rintracciare in tempi brevi uno dei due evasi. Il venticinquenne afghano è stato individuato nei pressi dell’ospedale cittadino. L’ipotesi al vaglio degli inquirenti è che l’uomo si fosse diretto verso il nosocomio a causa di un infortunio occorso durante le fasi del superamento delle barriere perimetrali del carcere.
Sul luogo dell’accaduto è intervenuta la provveditrice regionale dell’amministrazione penitenziaria, Lucia Castellano, per monitorare la situazione e coordinare le fasi successive dell’emergenza.
La criticità del sistema carcerario regionale
L’episodio di Locri rappresenta la quarta evasione registrata sul territorio nazionale in un arco temporale ristretto e la seconda in Calabria nell’ultimo periodo. Questo evento segue quanto accaduto ad agosto presso l’istituto di Palmi, dove un altro detenuto era riuscito a sottrarsi alla custodia prima di essere nuovamente catturato. La reiterazione di simili scenari solleva ulteriori interrogativi sulla sicurezza e sulla tenuta delle strutture penitenziarie nella regione.



