Il ministero degli Affari regionali e le Autonomie ha comunicato ufficialmente il parere negativo riguardo alla proposta di gemellaggio tra il Comune di Riace e la città di Gaza.
La decisione, trasmessa dal ministro Roberto Calderoli su indicazione del ministero degli Esteri, blocca l’iniziativa intrapresa dal sindaco Mimmo Lucano, citando gravi motivi ostativi legati alla sicurezza e alla linea diplomatica nazionale.
Le motivazioni del ministero degli esteri
Il fulcro del diniego risiede nel rischio di arrecare un pregiudizio alla politica estera italiana. Secondo l’istruttoria condotta dalle amministrazioni competenti, i vertici amministrativi di Gaza avrebbero legami con Hamas, organizzazione soggetta a sanzioni da parte dell’Unione Europea.
Nella lettera inviata a Lucano, viene ribadita la posizione dell’Italia: la necessità di escludere Hamas da ogni futuro ruolo politico o securitario nella Striscia. Di conseguenza, qualsiasi intesa tra enti locali italiani e palestinesi deve allinearsi a tali considerazioni di carattere internazionale, rendendo l’accordo di Riace incompatibile con gli impegni assunti dal governo.
La replica di Mimmo Lucano
Il sindaco di Riace ed europarlamentare di Avs ha accolto la notizia con profonda amarezza, definendo la comunicazione ministeriale gravissima. Lucano difende il valore simbolico dell’operazione, nata come un atto di fraternità volto a trasformare il dolore in speranza e a riconoscere le sofferenze della popolazione civile palestinese.
L’accordo era stato formalizzato lo scorso agosto attraverso un collegamento video con il primo cittadino di Gaza City, Yahya Sarraj. Per Lucano, la decisione del governo rappresenta un tentativo di azzerare la volontà di un Comune che sceglie di non limitarsi alla gestione ordinaria, ma di prendere posizione davanti alle tragedie umanitarie.
Un confronto politico aperto
La vicenda sposta l’attenzione sul confine tra l’autonomia degli enti locali e le prerogative del potere centrale in materia di relazioni internazionali. Mentre il governo Meloni blinda la propria linea diplomatica per evitare ambiguità con organizzazioni sanzionate, l’amministrazione di Riace rivendica il diritto di promuovere messaggi di pace e solidarietà attraverso canali istituzionali diretti.



