La situazione lungo le tratte ferroviarie calabresi ha raggiunto un livello di criticità senza precedenti.
Nella giornata di ieri, due nuovi episodi di violenza hanno scosso il settore: il primo si è consumato all’interno della stazione di Cosenza, mentre il secondo ha avuto luogo a bordo di un treno regionale.
Questi eventi rappresentano solo l’ultimo tassello di un mosaico di insicurezza che le organizzazioni sindacali denunciano con forza da mesi, descrivendo un contesto operativo ormai esplosivo per i lavoratori di front line.
Il personale ferroviario si trova quotidianamente esposto a rischi fisici e psicologici che minano la dignità stessa della professione. Non si tratta di casi isolati, ma di una vera e propria escalation che affonda le radici in una sequenza temporale preoccupante. Tra i precedenti più gravi viene citata l’aggressione avvenuta il 31 ottobre 2025 sul treno 5529 a Gioiosa Jonica, a cui si sommano numerosi altri episodi registrati nel corso dell’ultimo biennio su tratte considerate da tempo ad alto rischio.
Le sigle sindacali puntano il dito contro il silenzio delle istituzioni e delle aziende coinvolte. Nonostante una nota urgente inviata il 5 novembre 2025 alla Prefettura di Reggio Calabria, a Trenitalia e a FS Security, non sono giunte risposte concrete. Questo vuoto comunicativo è stato duramente criticato dai rappresentanti dei lavoratori, i quali sostengono che l’assenza di provvedimenti finisca per lasciare i dipendenti in balia dei pericoli. “La misura è colma.
Il lavoro non può trasformarsi in un campo di battaglia”, hanno dichiarato fermamente i sindacati nella nota ufficiale, sottolineando l’urgenza di intervenire prima che la situazione degeneri ulteriormente.
Per far fronte a questa emergenza, è stata avanzata una richiesta formale per la convocazione immediata di un tavolo di crisi che coinvolga le Prefetture di Reggio Calabria e Cosenza, insieme ai vertici di Trenitalia e FS Security. Le soluzioni proposte dai rappresentanti dei lavoratori mirano a un approccio strutturato: un piano straordinario di sicurezza a bordo dei convogli, il potenziamento della presenza e della mobilità delle unità di sorveglianza, l’installazione di sistemi di videosorveglianza attiva e la definizione di protocolli operativi chiari per la gestione dei passeggeri aggressivi.
Le ripercussioni di questo clima di violenza non risparmiano l’utenza. I viaggiatori subiscono costantemente i disagi derivanti dalle tensioni a bordo, che si traducono in ritardi, interruzioni del servizio e una diffusa percezione di insicurezza. La tutela del diritto dei cittadini a viaggiare in tranquillità è diventata, insieme alla protezione dei lavoratori, il punto centrale della mobilitazione. In assenza di riscontri immediati, le organizzazioni sindacali sono pronte ad avviare le procedure di raffreddamento e conciliazione previste dal contratto collettivo, senza escludere ulteriori forme di protesta a difesa della categoria.



