L’Epifania a Corigliano-Rossano non ha portato con sé la consueta serenità della chiusura festiva, ma il fumo nero di due roghi che sanno di avvertimento.
Tra le ore 2:00 e le 4:00 del mattino, la violenza criminale ha colpito il cuore logistico del lavoro agricolo locale, distruggendo due veicoli utilizzati per il trasporto dei braccianti nelle campagne della Sibaritide e dell’Alto Jonio.
Il primo episodio si è consumato in via Sannio, a Rossano, dove un’auto a sette posti è stata avvolta dalle fiamme. Nemmeno due ore dopo, a Cantinella, un secondo incendio ha ridotto in cenere un furgone a nove posti. Entrambi i mezzi appartengono a cittadini di origine pakistana, lavoratori stagionali che rappresentano il motore silenzioso delle eccellenze ortofrutticole del territorio.
Le dinamiche non sembrano lasciare spazio a interpretazioni accidentali. Le autorità, coordinate dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, hanno immediatamente avviato le indagini per risalire ai responsabili e comprendere il movente di un gesto che appare mirato e coordinato. Le squadre dei Vigili del Fuoco del distaccamento locale hanno lavorato incessantemente per domare le fiamme, impedendo che i roghi si propagassero alle abitazioni vicine.
Questi attacchi riaccendono prepotentemente i riflettori sulle condizioni di vita e di sicurezza di una classe operaia agricola spesso invisibile. La presenza dei lavoratori stranieri è diventata strutturale per l’economia della zona, eppure resta immersa in contesti di estrema fragilità e tensione sociale.
Sulla vicenda si respira un clima di forte preoccupazione tra i residenti e le associazioni di categoria. Un portavoce delle realtà che monitorano lo sfruttamento nel settore ha dichiarato: “Questi atti non sono solo danni materiali, ma colpiscono l’autonomia e la dignità di persone che già vivono in una condizione di estrema vulnerabilità. Non si può ignorare il segnale che arriva da questi roghi”.



