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Addio a monsignor Domenico Graziani, fu arcivescovo di Cassano e Crotone

La Calabria piange la scomparsa di monsignor Domenico Graziani, arcivescovo emerito di Crotone-Santa Severina, spentosi ieri mattina nella sua abitazione di Calopezzati.

Il presule, che avrebbe compiuto 82 anni nel prossimo mese di maggio, lascia un vuoto significativo nella comunità ecclesiale e culturale della regione, che lo ha apprezzato per decenni come guida spirituale e raffinato studioso.

L’arcidiocesi ha voluto ricordare la sua figura con parole cariche di stima e commozione, sottolineando come la sua dipartita lasci «un segno indelebile nel cuore di chi, per svariate ragioni, lo ha conosciuto nelle vesti di pastore vicino al popolo, docente, fine teologo e biblista». La nota ufficiale prosegue evidenziando le sue doti intellettuali: «L’ampiezza dei suoi interessi e la vivacità culturale che emergeva dalle sue omelie hanno costituito un tratto fondamentale, sicuramente difficile da dimenticare».

Il percorso di Graziani nel ministero sacerdotale ebbe inizio il 5 gennaio 1968, quando fu ordinato presbitero nella cattedrale di Santa Severina. Da quel momento, la sua carriera è stata caratterizzata da un profondo impegno nell’insegnamento della teologia dogmatica e biblica. Le sue lezioni hanno attraversato diversi confini, dal seminario “San Pio X” di Catanzaro alla Certosa di Serra San Bruno, spingendosi fino a Scutari, in Albania.

La nomina episcopale giunse nel 1999, portandolo prima alla guida della diocesi di Cassano all’Ionio e, dal 2007, al vertice dell’arcidiocesi di Crotone-Santa Severina. Durante i dodici anni trascorsi nella città pitagorica, monsignor Graziani non si è limitato alla sola cura pastorale, ma ha inciso profondamente nel tessuto sociale e formativo del territorio. Si devono alla sua visione e determinazione la nascita del liceo paritario “Benedetto XVI” e l’istituzione di un polo distaccato dell’Università LUMSA a Crotone, segni tangibili della sua dedizione verso la crescita culturale delle nuove generazioni.

Oltre all’impegno locale, ha ricoperto incarichi di prestigio all’interno della Conferenza episcopale calabra, occupandosi della pastorale del lavoro e guidando come moderatore l’Istituto teologico calabro. Nel 2019, seguendo le disposizioni canoniche al raggiungimento dei 75 anni, aveva rassegnato le dimissioni nelle mani di Papa Francesco, ritirandosi a vita privata ma rimanendo un punto di riferimento morale per l’intero territorio.