HomeCronacaCastrovillari, detenuto aggredisce agente penitenziario: 30...

Castrovillari, detenuto aggredisce agente penitenziario: 30 giorni di prognosi

Il clima all’interno della Casa circondariale di Castrovillari si fa sempre più teso dopo il grave episodio di violenza verificatosi nella giornata di ieri.

Un assistente capo della Polizia penitenziaria è stato brutalmente aggredito da un detenuto per futili motivi, riportando lesioni serie che hanno richiesto l’intervento dei sanitari.

L’aggressore non è un volto nuovo per l’amministrazione: si tratta di un soggetto già noto per la sua elevata pericolosità, trasferito nel settembre 2025 dal carcere di Potenza proprio a causa di reiterate condotte violente contro il personale.

Secondo quanto ricostruito dai vertici del sindacato Sappe, le conseguenze fisiche per l’agente sono pesanti. Giovanni Battista Durante e Francesco Ciccone hanno confermato che il poliziotto ha riportato un trauma allo zigomo destro e un ematoma all’occhio, con una prognosi iniziale di 30 giorni. La vicenda solleva interrogativi sulla gestione dei trasferimenti e sulla sicurezza degli istituti calabresi, considerando che il detenuto era già stato segnalato come problematico prima del suo arrivo a Castrovillari.

Il vice segretario regionale del Sappe, Gaetano Maurmo, ha espresso duro disappunto per la mancanza di misure preventive efficaci. «Nonostante ciò, nulla è stato fatto per prevenire l’ennesimo episodio di violenza», ha dichiarato Maurmo in una nota ufficiale, puntando il dito contro una gestione della sicurezza che appare carente di fronte a soggetti recidivi. Le parole di Maurmo evidenziano una frustrazione crescente tra gli operatori che si sentono esposti a rischi prevedibili.

I segretari Durante e Ciccone hanno rincarato la dose, descrivendo una situazione strutturale ormai al limite del collasso. «Numeri e referti che raccontano una realtà drammatica: servitori dello Stato lasciati soli, costretti a lavorare in condizioni di rischio costante, senza tutele adeguate e con organici ridotti all’osso», hanno sottolineato i rappresentanti sindacali. La critica si estende ai vertici amministrativi, descritti come distanti dalle criticità quotidiane delle carceri di frontiera.

La denuncia del sindacato evidenzia l’esistenza di una «amministrazione a due velocità, dove si fanno grandi progetti al centro e le carceri vengono invece abbandonate a se stesse». Con circa 2.000 aggressioni l’anno ai danni della Polizia penitenziaria, il Sappe chiede interventi immediati e tutele concrete. Nel manifestare la propria vicinanza al collega, il sindacato lancia un monito definitivo: «La solidarietà, da sola, non basta più. È inaccettabile che la violenza all’interno degli istituti penitenziari continui a essere trattata come un fatto ordinario».