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Carenza personale alla Dulbecco: l’appello del Si Cobas ai commissari Carbone e Occhiuto

La crisi del personale presso il polo Pugliese dell’Aou Renato Dulbecco ha raggiunto livelli critici, spingendo il sindacato Si Cobas Calabria a inviare una formale richiesta d’intervento al Commissario straordinario Simona Carbone e al Commissario ad Acta Roberto Occhiuto.

Al centro della segnalazione ci sono le condizioni di lavoro estenuanti che colpiscono i reparti chirurgici e il pronto soccorso, dove la mancanza di infermieri e operatori socio-sanitari sta mettendo a rischio la qualità dell’assistenza.

Secondo la denuncia firmata dal coordinatore regionale Roberto Laudini, la carenza persistente sta costringendo i dipendenti a rotazioni continue tra i reparti per coprire i buchi in organico. Laudini sottolinea come il ricorso ai contratti a tempo determinato sia diventato ormai una prassi ordinaria per tentare di arginare una situazione di sofferenza strutturale. “I reparti sono in sofferenza e il personale è costretto a ruotare in vari reparti; i tempi determinati diventano quasi normalità, sfruttando a più non posso le risorse umane presenti in azienda,” ha dichiarato Laudini, evidenziando come dal pronto soccorso alle chirurgie il grido d’allarme sia ormai unanime.

Una delle richieste più urgenti riguarda l’integrazione degli OSS nei turni notturni in reparti chiave come geriatria, ortopedia, utic, medicina, ostetricia e ginecologia. La presenza di questi operatori anche di notte è considerata fondamentale non solo per supportare i pazienti, ma anche per contrastare il fenomeno del demansionamento degli infermieri, spesso costretti a svolgere mansioni non di loro competenza per sopperire alle mancanze.

La pressione sul polo Pugliese è aggravata dal costante sovraffollamento del pronto soccorso, una condizione definita “assurda” che genera un effetto domino su tutta la struttura ospedaliera. Per prevenire lo stress psicofisico e il burnout derivante dai doppi turni, il sindacato propone una strategia chiara: effettuare una ricognizione precisa del personale dichiarato non idoneo alle mansioni e, parallelamente, avviare immediatamente nuovi concorsi e procedure di mobilità.

“Chiediamo di vigilare su questa problematica e consentite a questo grande ospedale di dare risposte ai pazienti che ogni giorno affollano i reparti ospedalieri,” conclude il coordinatore del Si Cobas, auspicando una risposta tempestiva dalle istituzioni per garantire la dignità del lavoro e la sicurezza dei cittadini.