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La ZES Unica come modello nazionale: il piano del Governo per lo sviluppo del Mezzogiorno

La Zona Economica Speciale Unica per il Mezzogiorno si consolida come pilastro fondamentale della politica industriale italiana, trasformandosi da esperimento territoriale a potenziale modello operativo per l’intero Paese. Nel corso di un convegno organizzato da Confapi Calabria a Paola, in provincia di Cosenza, sono stati delineati i risultati e le prospettive di una strategia che vede nel Sud il motore di una nuova crescita nazionale.

Il sistema della ZES Unica ha mobilitato stanziamenti per 10 miliardi di euro programmati per il quinquennio 2024–2028. L’efficacia di questo strumento nel favorire l’attrazione degli investimenti ha spinto l’esecutivo a valutare l’estensione di alcuni dei suoi meccanismi, in particolare quelli legati alla semplificazione amministrativa, anche ad altre aree del territorio nazionale. Tuttavia, è stato chiarito che tale allargamento non comporterà una riduzione dei benefici specifici per il Mezzogiorno. Il credito d’imposta sugli investimenti e gli incentivi maggiorati per l’occupazione rimarranno prerogative esclusive delle regioni meridionali, insieme alle risorse destinate all’ammodernamento delle aree industriali e artigianali.

Infrastrutture e sostenibilità: le priorità per la Calabria

Il dibattito si è concentrato sulla necessità di coniugare lo sviluppo economico con la sicurezza del territorio, specialmente in un’area colpita da fenomeni di dissesto idrogeologico ed erosione costiera. La strategia governativa punta a una visione sistemica delle infrastrutture, intese non solo come opere materiali, ma come leve per colmare divari storici e migliorare la qualità della vita dei cittadini.

Per quanto riguarda il territorio calabrese, sono stati citati interventi definiti strategici per superare i ritardi accumulati negli anni. Tra questi figurano il completamento della Strada Statale 106, il potenziamento della linea dell’alta velocità Salerno–Reggio Calabria e diversi progetti mirati alla riqualificazione urbana e portuale. L’obiettivo dichiarato è mettere in rete territori e imprese per garantire una competitività duratura.

La gestione delle emergenze e la coesione istituzionale

Un passaggio dell’incontro è stato dedicato alla gestione delle recenti ondate di maltempo che hanno interessato il Mezzogiorno. In questo contesto, è stato evidenziato il valore della collaborazione tra le istituzioni, la protezione civile e le forze dell’ordine nel rispondere alle criticità ambientali. La sicurezza del territorio è stata indicata come una componente imprescindibile dell’azione di governo, strettamente legata alla sostenibilità ambientale.

Il rilancio del Sud è stato descritto come una priorità che riguarda la tenuta dell’intero sistema Paese. Le infrastrutture devono dunque fungere da motore per uno sviluppo che non sia episodico, ma strutturale, capace di trasformare i progetti finanziati in risultati tangibili per la comunità e il tessuto produttivo.