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Crisi occupazionale a Lamezia Terme per i lavoratori di ConTe.it: in 150 a rischio

Presso il Circolo del Partito Democratico di Lamezia Terme si è tenuto un incontro per discutere la vertenza che vede coinvolti circa 150 consulenti della sede locale di ConTe.it.

La situazione di emergenza è scaturita dalla decisione della società di interrompere il rapporto con il Gruppo Distribuzione Italia, spostando le attività verso altri outsourcing. All’evento hanno partecipato lavoratori, rappresentanti sindacali e figure istituzionali locali e regionali per analizzare le prospettive di una crisi che colpisce duramente il tessuto sociale cittadino.

Il valore sociale della vertenza e la crisi del settore

L’apertura del confronto è stata affidata a Rosamaria Scaramuzzino, la quale ha posto l’accento sulla dimensione umana della vicenda, ricordando come molti dipendenti abbiano già superato in passato cambi di appalto e crisi aziendali. Scaramuzzino ha evidenziato la necessità di una riflessione che vada oltre il singolo caso, toccando l’intero comparto: “Il comparto vive da anni una fase di forte contrazione, tra esternalizzazioni e instabilità, oggi aggravata anche dall’impatto delle nuove tecnologie. Per questo serve intervenire subito su questa vertenza, ma anche avviare una riflessione strutturale sul futuro del lavoro”.

La posizione unitaria dei sindacati e il silenzio del Ministero

Gianni Cefalì (Fistel Cisl), Danilo Sivori (Uilcom Uil) e Giovanni Molinaro (Slc Cgil) hanno ripercorso le tappe della rottura comunicata il 25 marzo scorso, quando ConTe.it ha motivato il recesso con ragioni di sostenibilità economica. I sindacati hanno sottolineato come la collaborazione durasse da oltre 13 anni, un periodo durante il quale la struttura operativa era cresciuta costantemente. Nonostante la richiesta formale di apertura di un tavolo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e l’avvio delle procedure di raffreddamento, non è ancora giunto alcun riscontro dalle autorità ministeriali. Durante il dibattito è emerso inoltre un particolare modello organizzativo che legava strettamente il committente alle attività quotidiane dei consulenti, un aspetto che solleva interrogativi sulle tutele contrattuali e le responsabilità aziendali.

Le iniziative istituzionali e l’impegno della politica locale

I rappresentanti del PD, tra cui il capogruppo in consiglio comunale Fabrizio Muraca, i consiglieri Gennarino Masi e Lidia Vescio, e il consigliere regionale Ernesto Alecci, hanno definito una linea d’azione comune. Alecci ha ribadito la gravità della situazione sul piano territoriale: “La vicenda dei lavoratori di ConTe.it riguarda un intero territorio e non può essere trattata come una semplice dinamica tra aziende. È una questione sociale e occupazionale che richiede risposte immediate. Porterò la questione in Consiglio regionale con una mozione e mi impegnerò affinché venga attivata anche un’interlocuzione a livello parlamentare”. Tra le proposte operative figurano la richiesta di un consiglio comunale aperto e possibili manifestazioni presso la Cittadella regionale e il Ministero, nel tentativo di spingere l’azienda a un confronto che riconosca il valore professionale costruito in oltre un decennio di attività.