La tragica scomparsa di quattro braccianti stranieri, deceduti all’interno della propria vettura avvolta dalle fiamme ad Amendolara, ha suscitato profonda commozione e una netta presa di posizione da parte del mondo agricolo. Coldiretti Calabria ha espresso il proprio cordoglio e la vicinanza alle famiglie delle vittime, definendo l’accaduto un orrore inimmaginabile che scuote le coscienze dell’intero Paese e che richiede interventi immediati sul fronte della sicurezza e del contrasto al lavoro sommerso.
L’organizzazione ha sottolineato come questo drammatico episodio rappresenti un fatto criminale del tutto estraneo ai valori e alla quotidianità delle centinaia di migliaia di imprese agricole italiane. Secondo l’associazione, l’evento evidenzia l’urgenza di non abbassare la guardia nella tutela dei diritti dei lavoratori, rendendo necessari controlli incrociati e sistematici per estirpare ogni forma di illegalità.
Il ruolo della normativa e il contrasto allo sfruttamento
Per arginare il fenomeno del caporalato, Coldiretti ha richiamato l’importanza della legge 199 del 2016, una normativa avanzata a livello europeo che ha introdotto nel codice penale il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Questa misura colpisce sia gli intermediari sia i datori di lavoro che operano al di fuori delle regole, prevedendo sanzioni severe, la confisca dei beni aziendali e l’istituzione di un fondo specifico a tutela delle vittime.
L’azione di monitoraggio e sensibilizzazione viene portata avanti anche grazie alla collaborazione con la Fondazione Osservatorio Agromafie, finalizzata a garantire una maggiore trasparenza all’interno della filiera agroalimentare e a prevenire i fenomeni di concorrenza sleale che danneggiano le realtà produttive che operano nella legalità.
La posizione dei vertici regionali
Il presidente di Coldiretti Calabria, Franco Aceto, ha espresso parole di ferma condanna per l’accaduto, evidenziando la necessità di isolare i responsabili di tali condotte per difendere l’immagine della regione e del suo comparto produttivo sano.
“La tragedia di Amendolara è una ferita profondissima per tutta la Calabria. Siamo davanti a un orrore disumano, che provoca dolore e rabbia. Ai familiari delle vittime va il cordoglio più sincero e la vicinanza di tutto il mondo agricolo sano, quello fatto da imprese che ogni giorno lavorano nel rispetto delle regole, della dignità delle persone e della legalità. Quanto accaduto non può essere confuso con l’agricoltura calabrese, né con le migliaia di aziende oneste che presidiano i territori e creano lavoro regolare, dignitoso e trasparente. Bene ha fatto la Regione a costituirsi parte civile e questo lo sosterremo. Coldiretti continuerà a fare la propria parte, anche attraverso della Fondazione Osservatorio Agromafie, per sostenere ogni azione utile contro sfruttamento, illegalità e infiltrazioni criminali. Di fronte a quattro vite spezzate in modo così atroce sicuramente non bastano le parole: serve un impegno comune, concreto e permanente, da parte delle istituzioni, delle forze dell’ordine, delle organizzazioni sociali e del mondo produttivo, per difendere il lavoro vero e la Calabria perbene.”
L’appello finale si rivolge a tutte le istituzioni e alle forze sociali affinché si instauri una cooperazione stabile e duratura, capace di tutelare il lavoro dignitoso e di impedire il ripetersi di simili drammi sul territorio.



