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Venezuela, il governo avvia la liberazione dei detenuti politici: tornano liberi gli italiani Gasperin e Pilieri

Il nuovo corso politico del Venezuela tenta di rompere l’isolamento internazionale attraverso un gesto simbolico di forte impatto diplomatico.

Nel tentativo di ottenere una nuova legittimazione dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea, il governo guidato dalla presidente Delcy Rodríguez ha disposto la scarcerazione di un primo gruppo di prigionieri politici, un passo che segna una netta discontinuità rispetto alla gestione precedente.

Tra le persone che hanno lasciato le celle di Caracas figurano due nomi di rilievo per l’Italia: l’imprenditore Luigi Gasperin e il giornalista Biagio Pilieri.

L’annuncio della liberazione è giunto direttamente dal presidente dell’Assemblea Nazionale, Jorge Rodríguez. Il leader parlamentare ha chiarito che il provvedimento mira a «promuovere la pacifica convivenza» attraverso il rilascio di cittadini sia venezuelani che stranieri, aprendo di fatto a una nuova fase di dialogo con le potenze occidentali.

La risposta di Roma e l’impegno della Farnesina

La notizia è stata accolta con estremo favore dal governo italiano. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha sottolineato come questo segnale possa rappresentare l’inizio di un capitolo inedito nei rapporti tra i due Paesi. «Auspico che con la presidente Delcy Rodríguez si apra una nuova stagione di relazioni costruttive fra Roma e Caracas», ha dichiarato la premier in una nota ufficiale. Meloni ha poi aggiunto un ringraziamento esplicito per l’avvio delle procedure: «Esprimo gratitudine per la scelta di avviare la liberazione di detenuti politici, fra i quali anche italiani, e spero vivamente che questo percorso prosegua con ulteriori passi nella medesima direzione».

Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha confermato che l’azione diplomatica italiana resta ai massimi livelli di allerta. La Farnesina ha attivato una rete capillare che coinvolge consoli e rappresentanti della Chiesa locale per monitorare ogni singola posizione. L’obiettivo, come ribadito dal Ministro, è quello di accelerare il rientro di tutti i connazionali che risultano ancora privati della libertà nel Paese sudamericano.

Tra libertà e attesa: i profili dei detenuti

La fine dell’incubo per Gasperin e Pilieri rappresenta un successo diplomatico, ma la lista dei reclusi resta lunga. Luigi Gasperin, 77 anni, era stato arrestato nell’agosto 2025 con pesanti accuse di detenzione di esplosivi, mentre Biagio Pilieri, giornalista e politico italo-venezuelano, ha trascorso oltre 16 mesi dietro le sbarre.

L’attenzione resta ora alta per chi è ancora in attesa. Tra questi c’è Mario Burlò, commercialista piemontese detenuto da oltre un anno senza capi d’imputazione chiari, e Alberto Trentini, la cui famiglia a Lido di Venezia attende notizie da quattordici mesi. In Venezuela, secondo i dati della ONG Foro Penal, restano ancora 863 prigionieri politici, di cui 86 stranieri o con doppia cittadinanza.

La nuova flessibilità del dopo-Maduro

Questa mossa suggerisce un cambiamento di strategia in quella che per anni è stata definita la “diplomazia degli ostaggi”. Se in passato il chavismo utilizzava i prigionieri come merce di scambio, l’attuale amministrazione Rodríguez sembra voler dimostrare una maggiore flessibilità. Lo stesso Tajani ha riconosciuto questa possibile apertura, figlia della necessità di evitare il collasso definitivo del Paese e di mantenere un canale aperto con Washington, dove i contatti con il Segretario di Stato Marco Rubio si sono fatti più frequenti. Per il Venezuela, la strada verso la distensione passa necessariamente per queste celle che iniziano, finalmente, a riaprirsi.