La fotografia scattata dall’Ufficio studi della CGIA rivela una geografia dell’assistenza profondamente frammentata, dove la Calabria emerge come il fulcro di un fenomeno in costante espansione.
Nonostante il Mezzogiorno conti circa tre quarti della popolazione del Nord, il numero di pensioni di invalidità civile erogate supera di 500mila unità quelle delle regioni settentrionali.
In questo scenario, la Calabria si distingue per i numeri più elevati d’Italia, segnando un distacco netto rispetto al resto del Paese.
La Calabria in cima alle classifiche nazionali
L’incidenza delle prestazioni di invalidità sulla popolazione residente vede la Calabria al primo posto in Italia con il 13,2%. Si tratta di un valore che doppia quasi la media di regioni come Piemonte, Lombardia e Veneto, tutte ferme al 5,1%. Il dato regionale trova conferma anche nelle realtà locali: Reggio Calabria guida la classifica provinciale nazionale con 14,99 prestazioni ogni 100 abitanti, seguita a breve distanza da Crotone con il 13,88%. Questi numeri descrivono un territorio dove il sostegno assistenziale è diventato una componente strutturale del tessuto sociale.
Un trend in forte accelerazione
Il fenomeno non accenna a stabilizzarsi, anzi mostra segnali di un’accelerazione preoccupante. Tra il 2020 e il 2024, la Calabria ha registrato un incremento delle pensioni di invalidità civile dell’11,9%, un dato significativamente superiore rispetto a regioni del Centro-Nord come la Toscana o il Friuli Venezia Giulia, che si fermano a crescite inferiori al 3%. In tutto il Mezzogiorno l’aumento complessivo è stato dell’8,4% in quattro anni, ma è nell’ultimo biennio che la spinta è stata più decisa, con un +7,2% registrato tra il 2022 e il 2024.
La spesa pubblica e il nodo delle frodi
A livello nazionale, la spesa per l’invalidità civile ha raggiunto nel 2024 i 21 miliardi di euro, con il Mezzogiorno che assorbe il 46,6% delle risorse totali. Sebbene la Campania guidi la classifica per importo assoluto con 2,73 miliardi, la Calabria contribuisce pesantemente a un bilancio che deve fare i conti anche con l’ombra delle irregolarità. Secondo i dati riportati dall’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani e dalle indagini della Guardia di Finanza, le frodi accertate nel comparto previdenziale ammontano a decine di milioni di euro ogni anno.
Il rapporto della CGIA mette in luce come l’importo medio mensile nazionale si attesti sui 501 euro, una cifra che, pur modesta singolarmente, moltiplicata per l’altissima densità di beneficiari calabresi, delinea un sistema di welfare che sembra supplire a carenze occupazionali o sociali croniche. La sfida per il futuro resta quella di garantire il sostegno a chi ne ha realmente diritto, monitorando con rigore un trend che continua a crescere a ritmi non uniformi su tutto il territorio nazionale.



