HomePoliticaMancano presidi sanitari salvavita per famiglie...

Mancano presidi sanitari salvavita per famiglie con bambini disabili, Alecci: «Vergognoso»

La gestione della sanità in Calabria finisce nuovamente sotto i riflettori a causa delle gravi difficoltà che colpiscono le fasce più fragili della popolazione.

Ernesto Alecci, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, ha presentato un’interrogazione formale indirizzata al Presidente Roberto Occhiuto per fare luce sulle criticità sistematiche nella fornitura di presidi sanitari essenziali per bambini e ragazzi con gravi disabilità.

Al centro della denuncia vi è un sistema burocratico considerato farraginoso e incapace di garantire con regolarità strumenti indispensabili per la sopravvivenza dei pazienti pediatrici.

L’iniziativa nasce dall’esasperazione di numerosi nuclei familiari che si dicono stanchi di dover lottare quotidianamente per ottenere quanto spetta loro per legge. Alecci ha citato come esempio emblematico il caso di una famiglia di Monasterace, costretta a rivolgersi a due diverse procure prima di veder garantito un presidio fondamentale per la nutrizione e la somministrazione di farmaci al proprio figlio di 11 anni. Un episodio che, secondo il consigliere, rappresenta solo la punta di un iceberg fatto di istanze disattese e interlocuzioni vane con le Aziende Sanitarie Provinciali.

“Le famiglie sono abbandonate, costrette a superare da sole ostacoli burocratici e a sostenere spese aggiuntive spesso significative. Voglio fare chiarezza: queste famiglie meritano risposte, chiare, nette, immediate!”

Il capogruppo dem ha espresso parole durissime nei confronti dell’attuale gestione amministrativa, sottolineando come, nonostante si sia giunti al quinto anno di governo di centrodestra, i cambiamenti strutturali promessi non abbiano prodotto gli effetti sperati. Nel mirino finisce in particolare Azienda Zero, la struttura nata con l’intento di centralizzare e rendere efficiente il sistema, ma che secondo Alecci starebbe invece appesantendo la macchina burocratica, sottraendo risorse preziose ai territori.

“Non si può neanche immaginare quanto possa essere umiliante per un papà e una mamma con un bambino con gravi disabilità dover lottare ogni volta per vedere riconosciuti i propri diritti garantiti per legge. Eppure in Calabria continua a succedere.”

L’interrogazione depositata mira a ottenere soluzioni concrete piuttosto che semplici spiegazioni. L’obiettivo dichiarato non è la ricerca di un colpevole, ma la standardizzazione e la semplificazione degli iter burocratici in tutti i distretti territoriali. Tra le proposte avanzate spicca la richiesta di istituire un Piano regionale di monitoraggio trimestrale che verifichi puntualmente lo stato delle forniture, le prese in carico pediatriche e il rispetto rigoroso delle tempistiche, così da tutelare il diritto alla salute dei piccoli pazienti calabresi.