Il mancato rinnovo dello sconto fiscale e le nuove tensioni internazionali nello Stretto di Hormuz spingono i listini alla pompa. La regione registra i valori medi più alti d’Italia, con il gasolio che supera la soglia dei due euro.
Non c’è pace per gli automobilisti italiani, e la situazione si presenta ancora più difficile per quelli calabresi. Dalla fine del taglio sulle accise, avvenuta lo scorso 3 luglio, a oggi, il costo medio regionale della benzina e del diesel ha subito una nuova e rapida impennata. Un arco temporale di poco più di dieci giorni è bastato per mettere nuovamente in difficoltà i bilanci degli abitanti dal Pollino allo Stretto, costretti a fare i conti con aumenti consistenti in tempi decisamente ristretti.
La cronologia dei rincari alla pompa
Alle 8 di mattina del 3 luglio 2026, ultimo giorno di vigenza del taglio sulle accise, la benzina registrava un prezzo medio di 1,82 euro al litro, mentre il diesel si attestava a 1,9 euro. Nelle ventiquattr’ore successive si è verificato un incremento di quasi due centesimi al litro, consolidatosi poi il 5 luglio. Se questo primo passaggio era ampiamente prevedibile a causa del ripristino delle aliquote ordinarie, la tendenza al rialzo non si è arrestata nei giorni seguenti.
A distanza di una settimana dal termine del provvedimento governativo, l’incremento complessivo ha portato il costo medio della benzina in Calabria a quota 1,90 euro al litro, con un aumento di otto centesimi, pari a una media di quasi un centesimo al giorno.
Il primato nazionale e le tensioni in Medio Oriente
I dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy evidenziano come la Calabria occupi i vertici della classifica nazionale per i prezzi assoluti dei carburanti. Se per la benzina senza piombo il primato è conteso con la Basilicata, dove si registrano valori tra 1,90 e 1,92 euro, sul fronte del gasolio la regione si colloca al primo posto tra le amministrazioni regionali con una media di 2,008 euro al litro, superata nell’indice generale solo dalla provincia autonoma di Bolzano.
Sulle quotazioni dei prodotti petroliferi incidono anche i recenti sviluppi geopolitici in Medio Oriente. I nuovi attacchi degli Stati Uniti all’Iran e la conseguente decisione di Teheran di bloccare il transito nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il commercio globale di greggio, hanno introdotto ulteriori elementi di incertezza sui mercati internazionali.
Le stime sull’impatto economico
Le ricadute della scadenza delle agevolazioni fiscali sono state oggetto di valutazione da parte delle associazioni dei consumatori. Il Codacons ha sottolineato la portata del provvedimento sulla spesa complessiva delle famiglie.
“Il mancato rinnovo del taglio delle accise sui carburanti potrebbe costare agli automobilisti italiani circa 1,4 miliardi di euro l’anno solo per i rifornimenti sulla rete stradale e autostradale.”
Lo scenario attuale desta preoccupazione in vista degli spostamenti legati alla stagione estiva, con il rischio che l’incremento delle spese di viaggio influisca negativamente sui consumi turistici e sulla gestione dei bilanci familiari dei residenti in tutta la penisola.



