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SS 106, atto d’accusa al Crosia Social Club: «Basta vittime sulla strada della morte»

Domani sera, 14 gennaio alle ore 21:00, il canale YouTube del Crosia Social Club ospiterà la messa in onda della puntata integrale registrata presso il Palateatro “G. Carrisi” di Crosia.

Non si tratta di una semplice trasmissione, ma di un duro documento di denuncia sulla Strada Statale 106, nota tristemente come la “strada della morte”.

Il primo vodcast live della Calabria affronta la questione attraverso un confronto serrato tra il Prof. Francesco Lavia e l’Ing. Fabio Pugliese, direttore operativo dell’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”.

L’indagine mette a nudo una realtà fatta di omissioni e ritardi burocratici che pesano come macigni sulla sicurezza dei cittadini. Nel corso del dibattito, le responsabilità vengono indirizzate chiaramente verso Anas S.p.A. e la politica nazionale. Il richiamo al Ministro Matteo Salvini è esplicito e severo, evidenziando il contrasto tra i grandi progetti infrastrutturali e l’emergenza quotidiana della Jonica. Durante l’incontro, è stato sottolineato con forza come l’asfalto continui a bere il sangue di ragazzi di vent’anni mentre si inseguono miti ingegneristici distanti dalle necessità primarie del territorio.

Accanto alla critica istituzionale, il Crosia Social Club solleva una questione di coscienza civile, richiamando ogni cittadino al rispetto del Codice della Strada e alla fine dell’apatia collettiva. La produzione, curata dalla direzione artistica di Michele Amentea con il supporto tecnico di Danilo Graziano e Giuseppe Graziano, si avvale di un linguaggio moderno e d’impatto. A dare voce alla rabbia e alla speranza della regione è il rap di Southology, autore di un brano di denuncia sociale scritto appositamente per evidenziare come il futuro della Calabria non possa finire contro un guardrail per colpa di un timbro mancato.

L’Ing. Fabio Pugliese ha voluto ribadire l’urgenza di un impegno concreto per invertire questa rotta drammatica. Nel corso della registrazione, ha dichiarato con fermezza: “La Calabria non può più restare a guardare. Il talento e il futuro di questa terra non possono finire contro un guardrail per colpa di un timbro mancato”. Questo invito alla mobilitazione si estende oltre lo schermo, con un appello rivolto a tutti i familiari delle vittime della Statale 106 per un incontro previsto domenica 18 gennaio presso la sede operativa di Corigliano-Rossano.

La puntata si configura come un inno civile alla sopravvivenza, ponendo agli spettatori una domanda diretta e ineludibile sulla propria posizione rispetto a questa piaga sociale. Seguire la trasmissione significa riconoscere che la SS 106 Jonica è una ferita aperta che riguarda l’intera comunità e che il silenzio, in questo contesto, equivale alla complicità.