Il Governo ha deciso di intervenire con decisione per contrastare la cronica carenza di personale che affligge il Sistema Sanitario Nazionale.
Attraverso un emendamento al decreto Milleproroghe, annunciato dal Ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, viene estesa a tutto il 2026 la possibilità per medici e dirigenti ospedalieri di restare in servizio fino a 72 anni.
Questa misura sposta ulteriormente il limite ordinario fissato a 70 anni, offrendo una boccata d’ossigeno a strutture ormai al collasso.
La norma non si limita a trattenere chi è già operativo nei reparti, ma introduce una novità rilevante: la possibilità di rientro su base volontaria per i medici già in pensione che non abbiano ancora superato la soglia anagrafica stabilita. “Il provvedimento è il risultato di un confronto diretto con il Ministro della Salute Orazio Schillaci e con Palazzo Chigi” ha spiegato il Ministro Ciriani, sottolineando come la linea segua quanto già previsto per i medici di medicina generale, per i quali il rinvio della pensione può toccare i 73 anni.
La pressione sindacale e la necessità di continuità assistenziale
La scelta dell’Esecutivo non è arrivata nel vuoto, ma risponde a un grido d’allarme lanciato con forza dalla Federazione Cimo-Fesmed. Secondo i dati forniti dal sindacato, circa 5.000 professionisti in tutta Italia sono rimasti in attività proprio grazie alle deroghe precedenti. La loro presenza è stata definita “indispensabile per garantire turni e continuità assistenziale”. Senza questo nuovo slittamento, la sanità pubblica avrebbe dovuto affrontare una fuga di massa di figure senior, con il rischio concreto di paralizzare interi reparti e rendere impossibile l’erogazione dei servizi minimi ai cittadini.
L’impatto sul territorio: il caso emblematico della Calabria
L’urgenza di questo intervento legislativo è stata avvertita con particolare intensità in Calabria. Qui, la crisi del personale sanitario ha assunto i tratti di una vera emergenza sociale, portando a mesi di mobilitazioni popolari e sollecitazioni politiche da parte dei vertici regionali di Forza Italia. Il Presidente della Regione Roberto Occhiuto e il vice capogruppo alla Camera Francesco Cannizzaro hanno lavorato intensamente per ottenere questa proroga, considerata vitale per la tenuta di presidi strategici.
Il caso limite è rappresentato dall’ospedale di Polistena, in provincia di Reggio Calabria. Senza il rinnovo della norma, il reparto di Anestesia e Rianimazione avrebbe rischiato la chiusura immediata per mancanza di specialisti, privando un vasto territorio di cure salva-vita fondamentali. Una situazione di estrema fragilità che accomuna anche l’ospedale di Locri. Per queste realtà, la decisione del Governo non è solo un atto burocratico, ma una misura di sopravvivenza essenziale per evitare il collasso dei servizi sanitari di base.



