Un’operazione mirata al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti ha interessato nelle ultime ore il comune di Fagnano Castello, dove i carabinieri della Compagnia di San Marco Argentano hanno smantellato una piazza di spaccio radicata nel cuore del borgo antico.
Il blitz si è avvalso del supporto tecnico delle unità cinofile del Comando provinciale di Vibo Valentia, il cui fiuto è stato determinante per setacciare diverse abitazioni segnalate come possibili punti di stoccaggio.
Il fulcro dell’attività investigativa ha riguardato tre fratelli, soggetti già noti agli archivi delle forze dell’ordine per precedenti specifici. Durante l’irruzione all’interno del loro domicilio, i militari hanno rinvenuto diversi grammi di marijuana. Una parte consistente della sostanza era già stata meticolosamente essiccata e suddivisa in dosi pronte per la vendita al dettaglio, dettaglio che ha spinto gli inquirenti a definire l’attività come una vera e propria rete di spaccio strutturata.
Oltre alla droga, la perquisizione ha portato alla luce un elemento ancora più inquietante: una pistola detenuta illegalmente e mai denunciata alle autorità. Il ritrovamento dell’arma ha modificato sensibilmente il profilo della vicenda, evidenziando un potenziale di pericolosità che va oltre il traffico di stupefacenti. “La presenza dell’arma aggrava la posizione dei soggetti coinvolti e rafforza il quadro indiziario”, hanno sottolineato gli investigatori dell’Arma a margine del sequestro, evidenziando come la criminalità diffusa utilizzi spesso la forza delle armi per blindare il controllo del territorio.
Sulla base delle prove schiaccianti raccolte dai carabinieri, la Procura della Repubblica di Cosenza ha agito con tempestività disponendo misure restrittive per i tre indagati. Per i fratelli è scattato l’arresto con l’applicazione della misura cautelare dei domiciliari. Le accuse formali spaziano dalla detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti fino alla detenzione illegale di arma da fuoco. L’intervento si inserisce in una più vasta strategia di prevenzione e repressione coordinata a livello provinciale per ripulire le aree sensibili della Valle dell’Esaro.



