La Calabria sta affrontando ore drammatiche a causa di un’erosione costiera che non accenna a fermarsi, colpendo con violenza sia il versante ionico che quello tirrenico.
Quella che un tempo veniva considerata una criticità stagionale è oggi una vera emergenza strutturale, con interi tratti di litorale devastati e infrastrutture vitali a un passo dal collasso. Al centro delle preoccupazioni vi è soprattutto la linea ferroviaria tirrenica, asse fondamentale per il collegamento tra il Sud e il resto del Paese.
Il rischio per i trasporti e la sicurezza pubblica
Le mareggiate degli ultimi giorni hanno esposto la fragilità di un territorio che sembra non avere più difese. La vicinanza dei binari alla linea di costa in diversi punti critici mette a rischio non solo la regolarità del servizio ferroviario, ma la sicurezza stessa di chi viaggia e di chi lavora. Non si tratta solo di danni ambientali, ma di una minaccia concreta alla continuità territoriale di una regione già penalizzata sotto il profilo dei trasporti.
“Non siamo più di fronte a eventi eccezionali o episodi isolati, bensì al risultato di anni di mancata programmazione, interventi frammentati e politiche miopi sulla difesa del suolo”, ha dichiarato duramente il segretario generale della Fillea Cgil Calabria, Simone Celebre. Secondo l’esponente sindacale, il fenomeno sta consumando molto più della sabbia: “L’erosione non consuma soltanto spiagge e litorali: mette a repentaglio la sicurezza dei cittadini, il diritto alla mobilità, la dignità del lavoro e il futuro economico di intere comunità”.
La necessità di una strategia nazionale
Il sindacato delle costruzioni sottolinea come la logica degli interventi d’urgenza non sia più sostenibile. I cosiddetti cantieri spot, aperti per tamponare i danni subito dopo una tempesta, si sono rivelati palliativi costosi e inefficaci nel lungo periodo. La Fillea Cgil Calabria chiede dunque un’inversione di rotta che metta al centro la prevenzione e lo studio scientifico del territorio.
“Si stanno mettendo in pericolo territori fragili e un’infrastruttura nevralgica come la ferrovia tirrenica. Ogni ulteriore ritardo aumenta i danni e scarica sulla collettività costi sociali ed economici sempre più pesanti”, ha aggiunto Celebre, rimarcando come la messa in sicurezza della rete ferroviaria debba essere elevata a priorità nazionale.
Una scelta politica per il futuro della regione
La difesa della costa calabrese viene descritta come una scelta politica non più rimandabile. Senza uno stanziamento di risorse adeguate e una programmazione che preveda tempi certi, la regione rischia di sprofondare in un isolamento ancora più grave. Il sindacato promette di mantenere alta la pressione sulle istituzioni affinché il territorio non venga abbandonato al suo destino.
Simone Celebre ha concluso il suo intervento con un monito per la Regione e il Governo: “O si investe oggi in prevenzione e programmazione, o domani si pagherà un prezzo altissimo in termini di sicurezza e sottosviluppo. Difendere la nostra costa significa difendere le comunità, le infrastrutture e il futuro stesso della Calabria”.



