Il territorio calabrese emerge profondamente ferito da giorni di maltempo estremo che hanno causato l’interruzione di collegamenti stradali, danni strutturali a edifici e l’isolamento di diverse comunità, colpendo con particolare violenza i litorali. In questo contesto critico, il Segretario Generale della FAI CISL Calabria, Francesco Fortunato, ha espresso profonda gratitudine verso chi opera in prima linea.
«Ai lavoratori forestali, agli addetti alla sorveglianza idraulica, a Calabria Verde, alle forze di sicurezza e a tutti quei lavoratori che in questi giorni sono stati impiegati e continuano a garantire interventi per mettere in sicurezza il territorio vanno i nostri ringraziamenti e la nostra riconoscenza» ha dichiarato Fortunato, sottolineando come questo sia il tempo della responsabilità collettiva piuttosto che delle polemiche.
Una pianificazione trentennale contro il cambiamento climatico
La frequenza sempre maggiore di eventi atmosferici estremi, diretta conseguenza della crisi climatica, impone secondo il sindacato un cambio di paradigma radicale. Non è più sufficiente rincorrere le emergenze; serve una visione di lungo periodo che superi la gestione episodica dei disastri.
«È necessario avviare una pianificazione almeno trentennale che tenga conto della vulnerabilità strutturale della Calabria» prosegue Fortunato. «Dobbiamo essere consapevoli che eventi atmosferici estremi come quelli provocati dal ciclone Harry potranno essere sempre più frequenti. Servono consapevolezza, programmazione e una visione di lungo periodo». Tra le priorità indicate figurano il contrasto deciso alla cementificazione selvaggia, specialmente nelle aree a rischio e in prossimità delle coste, e l’avvio di massicci interventi di riforestazione nelle zone colpite.
La proposta: un tavolo regionale agricolo-ambientale-forestale
Per trasformare le intenzioni in azioni concrete, la FAI CISL Calabria sostiene la necessità di un dialogo strutturato tra istituzioni e parti sociali. La proposta centrale riguarda l’istituzione di un Tavolo regionale agricolo-ambientale-forestale tematico di confronto, finalizzato a tracciare un percorso condiviso su investimenti e politiche di prevenzione.
Secondo il Segretario, la manutenzione costante dei corsi d’acqua e il potenziamento delle infrastrutture ambientali non possono prescindere dalla valorizzazione del lavoro. I lavoratori forestali devono essere considerati i veri protagonisti della transizione ambientale e del recupero delle aree interne, garantendo quel presidio umano che è la prima difesa contro il degrado.
Il nodo del ricambio generazionale nel comparto forestale
Un ostacolo significativo a questo progetto di messa in sicurezza è rappresentato dall’attuale svuotamento del comparto forestale calabrese. La scelta di applicare la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro per il pensionamento anticipato sta riducendo drasticamente le forze in campo.
«Occorre promuovere un indispensabile ricambio generazionale, capace di portare nuove competenze e professionalità» sottolinea Fortunato in merito alle recenti uscite legate all’applicazione della normativa vigente. La sfida per il futuro della Calabria risiede proprio nella capacità di comprendere che le risorse impiegate nella prevenzione non rappresentano un costo sociale, ma un investimento vitale per una regione resiliente.



