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Diritto e grafologia: in arrivo l’albo professionale per tutelare cittadini e specialisti

In occasione della Giornata mondiale della scrittura a mano, la Senatrice della Lega Tilde Minasi ha riacceso i riflettori non solo sul valore educativo del segno grafico, ma anche sulla necessità di una cornice legislativa per chi quella scrittura è chiamato a studiarla professionalmente.

Mentre il mondo si sposta sempre più verso il digitale, il recupero della penna diventa un atto di resistenza culturale e metodologica.

«La scrittura a mano è un gesto semplice, ma essenziale: educa alla cura delle parole, all’ordine del pensiero, alla memoria e alla responsabilità di ciò che comunichiamo ed è bene, quindi, continuare a coltivarla e celebrarla», ha dichiarato la Senatrice Minasi, sottolineando come l’atto di scrivere sia un segno identitario profondo e uno strumento rivelatore della personalità.

Un ordine professionale per i grafologi

Il cuore dell’iniziativa politica della Senatrice è il Disegno di legge, attualmente in fase di esame in Senato, che mira all’istituzione dell’Ordine e dell’Albo professionale dei grafologi. La proposta nasce da una lunga interlocuzione con le realtà del settore, tra cui il Centro Studi Italiano per l’Orientamento Grafologico (CESIOG). L’obiettivo dichiarato è quello di superare l’attuale frammentazione, offrendo ai cittadini garanzie di serietà e competenza attraverso regole chiare e standard uniformi.

«In alcuni contesti il loro apporto può essere fondamentale, perché la loro analisi può incidere anche su diritti, valutazioni e responsabilità e allora serve mettere ordine anche sul piano professionale», ha spiegato Minasi. Il ddl punta proprio a distinguere i vari ambiti di applicazione: professionale, giudiziario e rieducativo, definendo per ciascuno competenze e responsabilità specifiche.

Tutela dei cittadini e vigilanza ministeriale

Il testo legislativo non si limita a riconoscere la professione, ma introduce rigorosi presìdi di affidabilità. Tra questi, l’obbligo del segreto professionale e il rispetto di un codice deontologico. Per chi contravviene alle norme, il ddl prevede un sistema di sanzioni disciplinari che spaziano dal richiamo scritto fino alla radiazione dall’albo. A garanzia della massima trasparenza, l’intera struttura dell’Ordine sarebbe posta sotto la vigilanza del Ministro della Giustizia.

«Tutelare i cittadini e valorizzare una professionalità che opera in ambiti delicati significa evitare improvvisazioni e disomogeneità e promuovere qualità e serietà», ha ribadito la Senatrice, sottolineando che quando la scrittura assume rilievo tecnico o probatorio, non c’è spazio per il dilettantismo.

L’iter legislativo verso l’aula

Per quanto riguarda il percorso parlamentare, l’Atto del Senato è attualmente in sede redigente. Il confronto in Commissione è stato descritto come serio e approfondito, con la prospettiva di una rapida conclusione della fase istruttoria.

«Il mio impegno è accompagnare con continuità questa fase, per arrivare rapidamente alla conclusione dell’esame. Sono molto felice di poter dire che a breve il testo verrà calendarizzato e portato all’attenzione dell’Aula», ha concluso la Senatrice. Con questa iniziativa, le istituzioni cercano di colmare un vuoto normativo, trasformando un’istanza professionale in una garanzia di qualità per l’intera comunità nazionale.