Le ferite lasciate dal ciclone Harry2 sul territorio calabrese sono profonde e colpiscono il cuore pulsante dell’economia regionale: l’agricoltura. Dopo l’ondata di maltempo che ha flagellato vaste aree della regione, la Giunta regionale si è mossa ufficialmente per richiedere al Governo il riconoscimento dello stato di calamità naturale.
Un comparto in ginocchio
Il passaggio dell’uragano ha lasciato dietro di sé una scia di distruzione che va ben oltre i semplici disagi alla viabilità. A essere colpite sono state soprattutto le aziende agricole, che hanno visto andare in fumo mesi di lavoro. Le raffiche di vento e le piogge torrenziali hanno devastato:
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Strutture produttive: Serre scoperchiate, capannoni danneggiati e stalle rese inagibili.
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Infrastrutture aziendali: Sistemi di irrigazione distrutti e strade interpoderali cancellate dal fango.
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Economia rurale: Un impatto economico che rischia di paralizzare l’intero indotto locale per i mesi a venire.
L’attivazione dei ristori
La richiesta dello stato di calamità è un passaggio obbligato per attivare le tutele previste dal Decreto Ministeriale n. 102/2004. Grazie a questo strumento normativo, le realtà danneggiate potranno sperare in misure di risarcimento concrete per i danni strutturali subiti, fondamentali per evitare il fallimento di molte piccole e medie imprese.
“Siamo di fronte a danni rilevanti che mettono a rischio la continuità produttiva di molte aziende agricole calabresi – ha dichiarato l’assessore regionale Gianluca Gallo –. La Regione si è attivata con tempestività per richiedere lo stato di calamità, affinché gli agricoltori colpiti possano ottenere i ristori previsti dalla legge e avviare al più presto il recupero delle strutture danneggiate. Non lasceremo soli i nostri agricoltori in questo momento di difficoltà”.
Ricognizione in corso
Mentre la politica si muove a livello burocratico, il Dipartimento Agricoltura è già operativo sul campo. I tecnici sono al lavoro per completare la ricognizione analitica dei danni, un censimento necessario per quantificare con precisione le risorse da destinare al territorio. L’obiettivo è fornire supporto immediato agli operatori del settore, messi a dura prova da eventi atmosferici estremi che, purtroppo, sembrano diventare sempre più frequenti e violenti.



