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Morte di Serafino Congi, parla la madre: “Mio figlio è morto dopo ore di attesa e ora vogliono zittirmi”

Il dolore per la perdita di un figlio è un abisso che non dovrebbe conoscere ulteriori umiliazioni.

Eppure, Rosa Nigro, madre di Serafino Congi, si trova oggi a dover difendere non solo la memoria del figlio, scomparso tragicamente dopo tre ore di attesa in un Pronto Soccorso, ma anche la propria dignità di fronte a quello che definisce un clima di ostilità istituzionale.

Attraverso un comunicato intenso e sofferto, la donna ha denunciato le gravi carenze della sanità locale e gli attacchi ricevuti dai vertici politici.

Le accuse di strumentalizzazione politica

Uno dei passaggi più dolorosi della denuncia riguarda il rapporto con la politica locale. Rosa Nigro ha riferito di aver ricevuto messaggi dall’ex sindaco Rosaria Succurro, la quale avrebbe contestato alla madre di prestarsi a presunte strumentalizzazioni politiche. La risposta della donna è stata ferma e carica di sdegno: “Come se la morte di mio figlio fosse un pretesto e non la tragedia che ha distrutto la mia vita. Hanno cercato di mettermi a tacere, pensando che il dolore mi rendesse debole, ma si sbagliano”.

Il clima di tensione non si è placato con il cambio ai vertici del Comune. Secondo quanto dichiarato dalla Nigro, anche il sindaco facente funzioni l’avrebbe accusata di essere manovrata da terzi. “Il dolore per la perdita di un figlio non ha bisogno di convalide politiche per spingermi a lottare per giustizia”, ha ribadito la madre, respingendo l’idea che la sua ricerca di verità sia guidata da interessi esterni.

Il mancato lutto cittadino e l’isolamento

Oltre agli attacchi diretti, la famiglia Congi lamenta una totale assenza di vicinanza da parte delle istituzioni comunali. Al centro della polemica c’è la decisione di non proclamare il lutto cittadino, un gesto che la famiglia interpreta come un tentativo di stendere un velo pietoso su una gestione sanitaria inadeguata. Questo silenzio istituzionale è stato percepito come una mancanza di rispetto verso una giovane vita spezzata e verso l’intera comunità che oggi chiede risposte.

La via legale per tutelare la memoria di Serafino

Di fronte a quello che descrive come un tentativo di silenziare il dissenso, Rosa Nigro ha deciso di non fare passi indietro. Ha già coinvolto la stazione locale dei Carabinieri e si riserva di sporgere formale querela per tutelare la propria posizione e il nome di suo figlio. La sua determinazione è chiara: “Non permetterò a nessuno di calpestare la memoria di Serafino per difendere la propria immagine politica”.

Un grido di dignità per l’intera comunità

Se da un lato il gelo delle istituzioni ha ferito la famiglia, dall’altro l’affetto della cittadinanza ha rappresentato un sostegno fondamentale. Rosa Nigro ha espresso profonda gratitudine verso i cittadini, sottolineando come la sua battaglia non sia solo un fatto privato. Si tratta di una richiesta di dignità per tutta la comunità, affinché nessuno debba più subire danni a causa di un sistema sanitario inefficiente o subire pressioni per aver denunciato ciò che non funziona.