Il Governo si prepara a varare le prime misure concrete per rispondere ai danni devastanti provocati dal ciclone Harry. Nella giornata di domani, a partire dalle 15:30, Palazzo Chigi ospiterà una riunione straordinaria del Consiglio dei Ministri. All’ordine del giorno figurano la dichiarazione dello stato di emergenza e lo stanziamento immediato di fondi per la Calabria, la Sicilia e la Sardegna, i territori che hanno pagato il prezzo più alto alla furia degli elementi.
Calabria in ginocchio: una conta dei danni drammatica
Sebbene l’intera fascia insulare e ionica sia stata colpita, è la Calabria a presentare il quadro più critico. Le mareggiate e le piogge torrenziali hanno letteralmente ridisegnato i profili costieri, distruggendo infrastrutture pubbliche e mettendo a rischio l’economia di intere province. Da Reggio Calabria a Catanzaro, fino alla zona del Cosentino ionico, le ferite sono profonde: interi tratti di lungomare sono stati erosi dalla forza delle onde, mentre nell’entroterra si registrano smottamenti che hanno isolato diversi centri abitati.
Risorse per la ricostruzione e il sostegno alle imprese
L’obiettivo del vertice di domani è duplice: garantire la sicurezza immediata dei territori e avviare la macchina della ricostruzione. Per la Calabria, la priorità assoluta riguarda il ripristino della viabilità e la messa in sicurezza dei litorali, fondamentali per non compromettere la prossima stagione turistica. Gli stanziamenti previsti dovranno servire non solo a riparare i beni pubblici, ma anche a sostenere le attività commerciali, dagli stabilimenti balneari alle imprese agricole, che hanno visto le proprie strutture travolte dal fango e dal mare.
L’attesa per il decreto emergenza
Le comunità locali attendono con ansia il responso di Palazzo Chigi. La dichiarazione dello stato di emergenza è il passaggio burocratico necessario per attivare poteri straordinari e procedure accelerate. Dopo i sopralluoghi dei tecnici della Protezione Civile effettuati nelle ultime ore, la speranza è che le cifre stanziate siano commisurate alla reale entità del disastro, considerato che molti comuni calabresi sono impossibilitati a intervenire con i soli fondi di bilancio ordinari di fronte a una catastrofe di questa portata.



