Una tranquilla battuta di caccia si è trasformata in un pomeriggio di terrore nel Reggino. Un gruppo di cacciatori originari di Palmi è stato vittima di un violento tentativo di rapina messo in atto da uno o più malviventi.
L’azione criminale ha raggiunto l’apice della violenza quando uno degli assalitori ha imbracciato un fucile, facendo fuoco contro il parabrezza dell’autovettura su cui viaggiavano le vittime.
La dinamica dello sparo e i soccorsi al militare
A bordo del veicolo si trovava un cacciatore che è risultato essere un carabiniere in servizio presso la Compagnia di Palmi. Il militare è stato raggiunto al volto e alle mani dalla rosa di pallini esplosa dal rapinatore. Immediatamente soccorso dai compagni, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Polistena per ricevere le cure necessarie.
I medici hanno confermato che la munizione utilizzata era caricata con pallini di piccolo calibro. Questa circostanza ha evitato conseguenze fatali o danni permanenti, poiché i proiettili non hanno lesionato organi vitali né apparati sensoriali.
Il ritorno del fenomeno delle rapine ai cacciatori
L’episodio riaccende l’allarme su una tipologia di reato che sembrava essere scomparsa dalla Piana di Gioia Tauro. Dopo alcuni anni di relativa tregua, le rapine ai danni dei cacciatori sono tornate a manifestarsi con una pericolosa virulenza, specialmente nelle aree rurali più isolate.
Le zone più a rischio si confermano essere gli uliveti situati tra Rosarno e Laureana di Borrello, oltre al territorio di San Martino di Taurianova. Si tratta di aree particolarmente frequentate in questo periodo dai cacciatori di tordi bottacci, che diventano facili bersagli per i malviventi interessati al furto di armi e attrezzature.
Le forze dell’ordine hanno avviato accertamenti investigativi serrati per identificare i responsabili del ferimento e verificare eventuali collegamenti con altri episodi simili avvenuti recentemente nella provincia.



