C’è grande apprensione nella provincia di Cosenza per la sorte di Ilie Horea, un uomo di trentanove anni di origini romene residente nel comune di Rose.
Di lui non si hanno più notizie da venerdì 26 gennaio, giorno in cui si sarebbe allontanato in circostanze poco chiare dal pronto soccorso dell’ospedale dell’Annunziata, dove era stato ricoverato pochi giorni prima.
La cronaca della sparizione e i primi soccorsi
La vicenda ha avuto inizio nella notte di mercoledì 24 gennaio, quando Ilie Horea ha accusato un malore improvviso all’interno della sua abitazione, dove vive da solo. L’uomo, che lavora stabilmente per una società della zona specializzata nella costruzione e installazione di piscine, è stato soccorso dai sanitari del 118 e trasportato d’urgenza presso la struttura ospedaliera del capoluogo bruzio. Dopo quarantotto ore di degenza, tuttavia, il trentanovenne avrebbe lasciato l’ospedale senza fornire spiegazioni, facendo perdere completamente le proprie tracce.
Gli oggetti lasciati in ospedale e l’appello dei familiari
Un elemento che preoccupa particolarmente le autorità e i conoscenti riguarda il mancato possesso di oggetti fondamentali per la sopravvivenza e il riconoscimento. Sebbene Ilie abbia portato con sé il proprio telefono cellulare, ha lasciato presso la struttura sanitaria il borsello che conteneva tutti i suoi effetti personali. Al momento l’uomo si troverebbe quindi senza documenti di identità, senza carte di credito e privo del caricabatterie per il telefono, che risulta attualmente irraggiungibile.
L’intervento di Chi l’ha visto e la mobilitazione della comunità
Della vicenda si è subito occupata la redazione del programma televisivo di Rai 3 “Chi l’ha visto?”, che ha rilanciato l’allarme a livello nazionale per facilitare il ritrovamento. I colleghi di lavoro e la comunità di Rose, dove Ilie è ben inserito grazie alla sua attività professionale, attendono con ansia qualsiasi segnalazione che possa ricondurre al suo ritrovamento. Gli inquirenti stanno vagliando ogni possibile pista, cercando di ricostruire i movimenti dell’uomo nelle ore immediatamente successive all’allontanamento dal reparto di emergenza.



