Il percorso giudiziario per la morte di Denis Bergamini procede spedito e senza i rallentamenti ipotizzati alla vigilia.
La Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro, sotto la presidenza di Piero Santese e con Domenico Commodaro a latere, ha rigettato integralmente tutte le eccezioni presentate dai legali di Isabella Internò.
La donna, ex fidanzata del calciatore del Cosenza, era stata condannata in primo grado a 16 anni di reclusione per omicidio volontario in concorso. La decisione dei giudici chiude la porta alla riapertura del dibattimento o al rinnovo dell’istruttoria, mantenendo stabili i pilastri della sentenza emessa lo scorso ottobre.
Le istanze respinte e la tenuta dell’impianto accusatorio
La difesa aveva puntato sulla richiesta di nullità del giudizio di primo grado, sollevando dubbi su presunte incompatibilità di alcuni giudici popolari della Corte d’Assise di Cosenza e contestando il decreto di apertura delle indagini. I giudici d’appello hanno però confermato la regolarità del procedimento, dichiarando utilizzabili sia le prime dichiarazioni rese da Internò nel 1989, sia le testimonianze di figure chiave come Tiziana Rota e Maurizio Lucchetti. Non sarà dunque necessaria una nuova escussione dei testimoni, ritenendo il quadro probatorio già delineato sufficientemente esaustivo.
Conferma per le perizie scientifiche e la glicoforina
Uno dei punti di maggiore scontro riguardava la validità degli accertamenti tecnico-scientifici. La Corte ha confermato la piena affidabilità delle perizie medico-legali, con particolare riferimento all’esame della glicoforina. Tale analisi, fondamentale per stabilire che Bergamini fosse già morto o morente prima di essere sormontato dal camion sulla statale 106, è stata ritenuta correttamente acquisita. Sono state dunque respinte le richieste di nuove consulenze o di dichiarare inutilizzabili gli esiti delle analisi immuno-istochimiche effettuate dopo la riesumazione della salma.
Le reazioni in aula e le prossime tappe verso la sentenza
In aula, a fronte dell’assenza dell’imputata, erano presenti la sorella della vittima, Donata Bergamini, e l’ex portiere Gigi Simoni. L’avvocato di parte civile Fabio Anselmo ha espresso grande soddisfazione per la decisione dei giudici attraverso un intervento pubblico:
“Risultato fondamentale per il processo Denis Bergamini. Siamo di fronte ad un risultato storico: tutte le richieste avanzate dalla difesa per ‘rimescolare le carte’ sono state respinte. La Corte ha ritenuto sufficiente l’istruttoria e sufficiente la sentenza di primo grado. Non ci saranno rallentamenti, non ci saranno supplementi istruttori inutili e soprattutto non si perderà altro tempo.”
Il calendario processuale è ormai definito. La requisitoria della Procura generale e gli interventi delle parti civili inizieranno il 26 maggio. L’11 giugno sarà dedicato alle arringhe difensive, mentre il 9 luglio si terranno le repliche, giornata in cui è attesa l’emissione della sentenza d’appello. Dopo oltre 35 anni dai fatti di Roseto Capo Spulico, il processo si avvia verso l’epilogo definitivo.



