I finanziamenti disposti dall’esecutivo per far fronte alle devastazioni causate dal ciclone Harry in Sicilia, Sardegna e Calabria finiscono al centro di una dura polemica politica.
Pasquale Tridico, europarlamentare e già candidato alla presidenza della Regione Calabria, ha espresso una posizione netta attraverso una nota ufficiale, definendo gli stanziamenti del governo Meloni del tutto inadeguati rispetto alla portata dell’emergenza.
“I fondi stanziati dal governo a Sicilia, Sardegna e Calabria sono assolutamente insufficienti per far fronte ai danni del ciclone Harry che ha devastato il Sud Italia”, ha dichiarato l’esponente del Movimento 5 Stelle.
Secondo Tridico, la gestione romana starebbe trascurando le necessità di imprese e cittadini, evidenziando inoltre la mancanza di una strategia di prevenzione strutturale per mitigare l’impatto di eventi meteorologici estremi, sempre più frequenti nel Mezzogiorno.
Il mancato ricorso al Fondo europeo di solidarietà
Un punto centrale della critica riguarda l’apparente inerzia delle istituzioni nazionali nell’attivare gli strumenti di sostegno comunitari previsti per le catastrofi naturali. L’europarlamentare ha richiamato l’attenzione sulle procedure necessarie per accedere al Fondo europeo di solidarietà, che può intervenire nella ricostruzione qualora i danni diretti superino l’1,5% del PIL regionale.
“Spiace inoltre che la strada di attivare il Fondo europeo per una catastrofe regionale non sia stata finora battuta”, ha sottolineato Tridico, ricordando come le tempistiche burocratiche siano estremamente rigide. La domanda, corredata da una stima accurata dei danni, deve infatti essere inviata entro 12 settimane dall’evento calamitoso. Il timore espresso è che la lentezza amministrativa possa portare alla perdita definitiva di queste risorse vitali per i territori colpiti.
Le emergenze locali e il pericolo per il settore turistico
La situazione appare particolarmente critica in alcune aree specifiche, come il comune di Niscemi, dove i fenomeni erosivi mettono a rischio la stabilità di un intero quartiere. Tridico ha sollecitato interventi immediati per scongiurare quello che definisce lo “sprofondamento” dell’area. Oltre al dissesto idrogeologico, l’attenzione è rivolta alle infrastrutture costiere, gravemente danneggiate dalle mareggiate.
La ricostruzione dei tratti costieri è considerata una priorità assoluta per evitare una “desertificazione turistica” che colpirebbe uno dei pilastri dell’economia meridionale. “Bisogna far presto innanzitutto a Niscemi dove si rischia lo sprofondamento di un intero quartiere e poi per ripristinare le infrastrutture di tutti i tratti costieri distrutti dalle forti mareggiate”, ha avvertito l’esponente pentastellato, sottolineando come eventuali ritardi potrebbero compromettere non solo la prossima stagione turistica, ma l’intera tenuta sociale dei territori.
La richiesta di una nuova politica economica per il clima
L’appello finale di Tridico è rivolto direttamente al Ministero dell’Economia, affinché venga abbandonata la linea del rigore in una fase di emergenza climatica e sociale. La richiesta è quella di uno stop ai tagli alla spesa pubblica per garantire al Mezzogiorno le risorse necessarie alla ripartenza.
L’europarlamentare ha concluso la sua nota con un sollecito esplicito al ministro Giorgetti: “Il Sud non può attendere oltre. Il Sud Italia vive di turismo, non possiamo permetterci ritardi o sottovalutazioni. Giorgetti apra il cordone della borsa, non si fa austerity sulla pelle dei cittadini”.



