Le sforbiciate al servizio aereo dello Stretto avvengono in modo silenzioso, ma gli effetti sul territorio sono pesanti e immediati.
Dopo le riduzioni che avevano interessato la rotta verso Milano Linate, adesso il ridimensionamento colpisce direttamente il collegamento con la capitale. Ita Airways ha infatti iniziato a cancellare diversi voli spot verso Roma Fiumicino, riducendo la frequenza a soli 3 o 4 collegamenti settimanali in alcune fasce.
Il danno maggiore è rappresentato dall’eliminazione, in diverse giornate di febbraio, del volo delle 6.10, ovvero quello snodo fondamentale che permetteva ai cittadini di Reggio Calabria e Messina di raggiungere Roma nelle prime ore del mattino.
Questa riorganizzazione drastica dell’operativo non è solo una questione di tabelle orarie, ma una limitazione concreta alla libertà di movimento. La scomparsa della prima partenza del mattino spezza la possibilità di andare e tornare dalla capitale in un’unica giornata, una modalità di viaggio essenziale per chi si sposta per motivi professionali o istituzionali. La simulazione delle prenotazioni sul sito della compagnia conferma un quadro di incertezza che grava su tutto il prossimo mese, con date in cui il servizio risulta del tutto assente o insufficiente.
Un ostacolo per la salute e il lavoro dei cittadini
Le conseguenze di queste scelte commerciali ricadono principalmente sulla comunità locale, che vede aumentare le difficoltà per raggiungere i centri di eccellenza sanitaria o per onorare impegni lavorativi.
Non si tratta di un problema legato ai flussi turistici stagionali, ma di una questione di continuità territoriale e servizi minimi garantiti. La riduzione delle frequenze rende inoltre quasi impossibile la gestione delle coincidenze verso altre mete nazionali e internazionali, costringendo i viaggiatori a soluzioni più costose e faticose. (fonte gazzetta del sud)



