Il percorso verso i Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026 trova una protagonista d’eccezione in Gabriella Durante.
La portiera azzurra, venticinquenne nata a Calgary, si prepara a difendere la porta dell’Italia in un appuntamento storico che unisce il suo talento sportivo a un profondo legame con le origini familiari.
La sua storia sportiva recente l’ha vista protagonista nelle ultime due stagioni con il Real Torino e in ambito internazionale con l’Ev Eagles Bolzano, tappe fondamentali che l’hanno condotta fino alla convocazione olimpica.
Le radici della giocatrice affondano in Calabria, con i nonni originari di San Giovanni in Fiore, in provincia di Cosenza. Questo legame burocratico e affettivo si è trasformato nell’opportunità professionale più importante della sua carriera. Attualmente impegnata a Egna, in Alto Adige, per gli ultimi test prima dell’ingresso ufficiale nel Villaggio olimpico, Durante ha espresso chiaramente il valore di questa esperienza.
«Il fatto di avere un passaporto italiano mi sta portando al sogno di giocare le Olimpiadi invernali con la maglia azzurra», ha raccontato Durante. «Quando ho completato le procedure burocratiche mi sono subito informata su come fare per poter avere questa possibilità: ci tengo molto e sono contenta di quanto fatto».
Caratteristiche tecniche e preparazione mentale verso Milano Cortina
Con una statura di 180 centimetri, Gabriella Durante si presenta come un profilo fisico imponente tra i pali, una caratteristica che cerca di sfruttare per coprire al meglio lo specchio della porta. Oltre alla fisicità, la portiera punta molto sulla tenuta psicologica, definendosi fredda e lucida in ogni fase della partita. La calma rappresenta per lei l’elemento cardine per interpretare correttamente il ruolo di estremo difensore, supportata da una gestione dello stress affidata a specifici esercizi di respirazione.
La consapevolezza dell’importanza del palcoscenico olimpico richiede una preparazione che vada oltre il semplice gesto atletico. La Nazionale si affaccia alla competizione con la determinazione di chi sa di aver completato il percorso di crescita necessario per competere con le grandi potenze dell’hockey mondiale.
«Avremo tanta pressione perché giocheremo sul palcoscenico più importante di tutti, ed essere alle Olimpiadi è prima di tutto un onore», ha aggiunto Durante. «Il grosso del lavoro ormai è stato fatto, ora l’ultima parte è quella legata alla fiducia che dovremo avere verso noi stesse. Crediamoci e portiamo in pista tutto quello che abbiamo costruito negli ultimi mesi».



