La giunta comunale di Rende, nella seduta dello scorso 27 gennaio, ha impresso una forte accelerazione a diversi progetti strategici per il territorio, approvando provvedimenti che spaziano dalla riqualificazione urbana alla gestione sovracomunale dei servizi. Il messaggio che emerge con chiarezza è la volontà di unire le forze con i centri vicini attraverso la formula dell’unione dei comuni, mantenendo però l’identità e l’autonomia dei singoli enti, senza procedere alla fusione.
Infrastrutture e co-housing: i nuovi interventi urbani
Tra le decisioni più rilevanti spicca il progetto destinato al secondo lotto dell’ex caserma dei carabinieri in via Londra, che sarà trasformato in un’area dedicata al co-housing. Sul fronte della rigenerazione urbana, è stata approvata la ri-naturalizzazione di piazza Falcone-Borsellino, un intervento volto a restituire decoro e aree verdi al cuore della città. Importanti novità riguardano anche le zone rurali: è prevista la messa in sicurezza di via Pollino, arteria fondamentale per il collegamento tra le aree di Muscione e Linze e per il supporto agli insediamenti agricoli locali.
Lo statuto per l’unione dei comuni
Un passaggio storico è rappresentato dall’approvazione della bozza di statuto per l’unione dei comuni. Il documento sarà ora trasmesso alle amministrazioni di Cosenza, Castrolibero e Montalto Uffugo per le valutazioni di competenza. Questo atto rappresenta il primo mattone concreto per la creazione di una gestione unitaria di funzioni essenziali che interessano l’intera area urbana, garantendo efficienza senza cancellare la storia dei singoli municipi.
Gestione unitaria dei servizi essenziali
Lo statuto punta a coordinare settori vitali per la qualità della vita dei cittadini, tra cui:
- Programmazione territoriale e trasporti;
- Gestione dei rifiuti e tutela dell’ambiente;
- Politiche del lavoro e programmazione sociale;
- Polizia locale, cultura ed energia.
Una porta aperta all’hinterland cosentino
L’amministrazione di Rende ha ribadito che questo progetto non è un club esclusivo, ma una “porta d’ingresso” per tutti gli altri comuni dell’hinterland che vorranno aderire in futuro. L’obiettivo è dimostrare che una sperimentazione seria può portare a risultati concreti per le comunità, unendo le risorse per affrontare le sfide della modernità senza la necessità di un accorpamento burocratico totale. Si tratta di un impegno formale assunto con i cittadini che vede ora la sua prima fase di realizzazione pratica.



