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Gli ex Lsu/Lpu si danno appuntamento a Rende: «Siamo i poveri della P.A., lo Stato si vergogni»

Provenienti da tutta la Calabria, i dipendenti pubblici ex Lsu/Lpu si ritroveranno domani, venerdì 30 gennaio 2026, alle ore 16.00 presso l’Hotel President di Rende. L’incontro si preannuncia particolarmente partecipato: si riuniranno i lavoratori considerati i “più poveri della Pubblica Amministrazione”, pronti a dare vita a una nuova fase della loro mobilitazione contro il precariato, i contratti instabili e i salari da fame.

La battaglia per la dignità: oltre lo stallo politico

Dopo i flashmob di Catanzaro e Roma, il Coordinamento autonomo — guidato da Romolo Cozza, Giovanni Conforti, Gino Pettinato, Giulio Pignataro, Oreste Valente, Gianvincenzo Petrassi e Giovanni Muto — torna in assemblea. Al centro della vertenza c’è la richiesta di misure di legge per l’aumento delle ore lavorative e il riconoscimento dei contributi previdenziali per gli anni antecedenti alla stabilizzazione. Di fronte allo stallo delle istituzioni e dei sindacati confederali, i lavoratori chiedono risposte chiare: stabilità e diritti non possono più essere ignorati.

Il paradosso previdenziale: pensioni da fame e contributi negati

La proposta del Coordinamento è concreta: un decreto legge per il riconoscimento dei contributi, scaglionato per data di nascita per rendere la spesa sostenibile per lo Stato. I numeri parlano chiaro: senza questo intervento, le pensioni saranno inferiori a quelle sociali. È il caso emblematico di una lavoratrice cosentina che, dopo 34 anni di servizio, percepirà appena 785 euro. Una “tragedia comica” in cui lo Stato, che dovrebbe combattere il lavoro nero, finisce per applicarlo ai propri dipendenti.

L’accordo tradito e la ripresa della lotta

La seconda richiesta fondamentale riguarda il ripristino dell’accordo quadro del 14 marzo 2022, che prevedeva l’utilizzo del fondo regionale storicizzato per aumentare le ore dei part-time e coprire i vuoti contributivi. Secondo il Coordinamento, tale accordo sarebbe stato unilateralmente cancellato da Regione e sindacati per dirottare i fondi altrove. Domani, durante l’assemblea, verranno annunciate le prossime iniziative: la protesta si preannuncia continua ed eclatante.