La tassa sui rifiuti continua a pesare in modo significativo sulle tasche dei cittadini reggini.
Secondo l’ultimo studio realizzato dal Servizio stato sociale, politiche fiscali e previdenziali, immigrazione della Uil, diretto dal segretario confederale Santo Biondo, nel 2025 Reggio Calabria si posiziona al decimo posto della classifica nazionale per il costo della Tari.
Per un nucleo familiare tipo, la spesa media nel capoluogo dello Stretto ha raggiunto i 494 euro, registrando un incremento dell’1,56% rispetto all’anno precedente. Il dato appare ancora più critico se confrontato con la media nazionale, che si attesta sui 350 euro. Se si restringe il campo d’osservazione alle sole città metropolitane, la situazione per Reggio Calabria peggiora ulteriormente: la città sale infatti sul terzo gradino del podio nazionale, superata soltanto da Genova e Napoli.
La situazione nei capoluoghi della Calabria
L’analisi territoriale condotta dal sindacato evidenzia un quadro calabrese estremamente eterogeneo, caratterizzato da forti disparità tra le diverse province.
Alle spalle di Reggio Calabria, la città più costosa della regione risulta essere Cosenza. Qui la Tari media per il 2025 è di 409 euro per nucleo familiare. Nonostante l’importo resti elevato, il capoluogo bruzio mostra segnali di controtendenza con un calo dell’1,92% rispetto al 2024.
Andamento simile per Crotone, dove le famiglie pagano in media 385 euro, con una lieve riduzione dell’1,19%. Situazione opposta, invece, per i centri con le tariffe più contenute della regione, che hanno però subito i rincari percentuali più pesanti:
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Vibo Valentia: la tassa si attesta a 296 euro, ma con un balzo in avanti del 7,69%.
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Catanzaro: con una media di 284 euro, resta il capoluogo più economico della Calabria, pur dovendo fare i conti con un incremento del 5,84%.
Le dichiarazioni della Uil
Il segretario confederale della Uil, Santo Biondo, ha commentato i risultati della ricerca sottolineando le difficoltà legate alla gestione del ciclo dei rifiuti e l’impatto economico sulle famiglie.
“I costi della Tari continuano a crescere in molte realtà, spesso a fronte di servizi che non migliorano in modo proporzionale. È necessario intervenire sulle inefficienze del sistema per evitare che il peso della tassazione locale diventi insostenibile per i cittadini”.
Lo studio mette in luce come, nonostante alcuni piccoli cali registrati in determinati centri, la tendenza generale veda la Calabria ancora penalizzata da costi di gestione superiori alla media nazionale, spesso legati a carenze strutturali e alla necessità di trasportare i rifiuti fuori regione per lo smaltimento.



