Nella mattinata di oggi, la Cattedrale di Cosenza è stata teatro di una delicata operazione tecnica e devozionale.
Su esplicita richiesta del parroco rettore, don Luca Perri, una squadra del Comando dei Vigili del Fuoco di Cosenza è intervenuta per la movimentazione della preziosa icona duecentesca della Madonna del Pilerio, patrona della città.
L’iniziativa si inserisce nel quadro dei preparativi per l’imminente festa patronale e risponde alle necessità conservative dettate dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.
Un’operazione complessa tra sicurezza e tutela artistica
Il trasferimento dell’opera dalla sua collocazione abituale ha richiesto l’impiego di personale specializzato a causa delle caratteristiche fisiche del manufatto e del contesto monumentale. L’immagine sacra è infatti custodita all’interno di una moderna clima box in acciaio e vetro, progettata per garantirne la conservazione ottimale, ma dal peso complessivo di 114 kg. La struttura si trovava posizionata nella nicchia sovrastante l’altare della cappella dedicata alla Vergine.
Le operazioni di rimozione hanno presentato criticità tecniche non trascurabili, legate sia alla massa della protezione metallica, sia alla fragilità dei marmi settecenteschi che decorano la parete dell’altare. La collaborazione tra il Comando dei Vigili del Fuoco e l’ente ecclesiastico, già consolidata in passate occasioni, ha permesso di completare lo spostamento senza rischi per l’integrità del patrimonio artistico e nel pieno rispetto delle norme di sicurezza vigenti.
Verso il 450° anniversario del miracolo e il restauro
La decisione di collocare l’icona nella navata centrale della Cattedrale riveste un significato particolare in vista del 2026, anno in cui ricorrerà il 450° anniversario del miracolo della Madonna del Pilerio, avvenuto nel 1576 durante una terribile epidemia di peste. La nuova posizione consentirà una maggiore fruibilità da parte dei fedeli durante le celebrazioni e faciliterà i successivi passaggi istituzionali.
L’operazione odierna rappresenta infatti il preludio a una fase di approfondimento scientifico. Nei prossimi mesi, i tecnici del Ministero della Cultura effettueranno una serie di interventi di studio e restauro sull’icona. Queste attività, coordinate con le autorità ecclesiastiche e i tecnici della Soprintendenza, mirano a preservare la superficie pittorica del XIII secolo e a garantire che il simbolo dell’identità religiosa cosentina possa essere tramandato alle future generazioni nelle migliori condizioni possibili. (fonte gazzetta del sud)



