La storia millenaria della Calabria dimostra come la regione abbia attirato l’interesse di numerosi popoli del Mediterraneo e del centro-nord Europa, attratti dalle sue molteplici ricchezze. Nonostante le oltre venti dominazioni subite negli ultimi 35 secoli, la narrazione comune ha spesso descritto questo territorio come una regione povera. Una riflessione più attenta evidenzia invece la necessità di effettuare una ricognizione minuziosa e un inventario accurato di tutte le risorse presenti, con particolare attenzione a quelle esclusive che nessun’altra area possiede. Oltre alle risorse ordinarie, come l’acqua, le foreste, il sottosuolo e gli oltre 700 chilometri di coste, la Calabria custodisce infatti prerogative storiche, geografiche ed economiche uniche.
Le tre grandi prerogative storiche e geografiche
La prima risorsa esclusiva è rappresentata dal nome stesso “Italia”. La storia attesta che questo nome è nato in Calabria 3500 anni fa, prima di essere esteso all’intera penisola nei secoli successivi. Strettamente legato a questa origine è il territorio dell’Istmo tra i golfi di Lamezia e di Squillace, identificato dagli storici antichi come la culla del nome. Una terza risorsa è Capo Sud, ovvero l’area più a meridione della penisola italiana e una delle tre punte più a sud d’Europa, insieme a Punta Tarìfa in Spagna e Capo Matapàn in Grecia. Per valorizzare questa caratteristica geografica, è necessario superare i campanilismi locali e considerare come Capo Sud l’intera fascia costiera compresa tra Brancaleone e Scilla.
Dal bergamotto ai Bronzi di Riace: l’esigenza di una gestione sinergica
Il patrimonio calabrese include ulteriori elementi unici, che spaziano dalle produzioni agroalimentari come il bergamotto, il cedro, la ‘nduja, la liquirizia e gli amari, fino ai tesori storico-culturali di valore mondiale, tra cui spiccano i Bronzi di Riace e il Codice Purpureo. La gestione di questo potenziale richiede una strategia imprenditoriale e sinergica su base scientifica e politica, capace di proiettarsi sui mercati internazionali.
L’obiettivo proposto è il superamento del tradizionale concetto di “Made in Calabria” a favore di un marchio più incisivo, denominato “Calabria Exclusive”.
La proposta dell’Università delle Generazioni
Per dare concretezza a questa visione, l’Università delle Generazioni di Badolato, attraverso il promotore e giornalista Domenico Lanciano, sostiene la necessità di una svolta istituzionale nella regione:
“Urge un ‘Assessorato alle risorse esclusive’ o più semplicemente un ACE ‘Assessorato Calabria Exclusive’ molto strategicamente dotato di orgoglio, intraprendenza e lungimiranza”.
Accanto all’istituzione dell’assessorato, viene suggerita la creazione di consorzi speciali a livello locale per la gestione delle singole risorse, come il nome Italia, l’Istmo e Capo Sud, assicurando un coordinamento tra le diverse realtà socio-produttive.
“Tutto ciò dovrebbe far parte di quel Rinascimento calabrese che non può più attendere! Ed essere di esempio pure per altre Regioni che vantano proprie esclusività!”



