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Dai colpi in Calabria ai fermi in Puglia: i Carabinieri interrompono la scia di assalti ai bancomat

Una complessa attività investigativa condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Taranto ha portato allo smantellamento di una presunta associazione a delinquere specializzata nell’assalto agli sportelli automatici.

L’operazione ha condotto all’esecuzione di cinque decreti di fermo nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili di una lunga scia di furti con esplosivo che ha interessato diverse aree del Centro-Sud Italia, con incursioni documentate anche nel territorio della provincia di Cosenza.

Il raggio d’azione del gruppo criminale

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Taranto, ha preso il via in seguito alla deflagrazione di uno sportello avvenuta il 15 novembre scorso a Montemesola. Da quel momento, gli investigatori hanno ricostruito la mappa dei colpi, attribuendo al gruppo almeno 17 episodi criminosi avvenuti in Puglia, Basilicata, Campania, Lazio e Calabria. Tra le figure centrali individuate dagli inquirenti emerge quella di Cataldo Bartolo, 46 anni, di origini baresi, indicato come il promotore e coordinatore delle attività illecite. Insieme a lui sono stati fermati cinque giovani residenti tra i comuni di Palagiano, Massafra e Grumo Appula, sospettati di aver partecipato attivamente alle spedizioni notturne.

La tecnica della marmotta e i danni alle strutture

Il modus operandi della banda prevedeva l’utilizzo della cosiddetta “marmotta”, un ordigno artigianale inserito nelle fessure degli sportelli automatici per provocarne l’esplosione. Questa pratica ha causato non solo il prelievo forzato del denaro, ma anche pesanti danneggiamenti strutturali agli edifici che ospitavano i bancomat, mettendo in serio pericolo la sicurezza pubblica nelle zone colpite. Le province interessate dalle incursioni comprendono Taranto, Matera, Benevento, Frosinone, Caserta, Napoli, Salerno, Foggia e Cosenza.

L’ultimo episodio contestato risale alla notte tra il 2 e il 3 febbraio a Santa Margherita di Savoia. Secondo le stime delle forze dell’ordine, il bottino complessivo accumulato attraverso la serie di assalti supererebbe la cifra di 170.000 euro. I provvedimenti restrittivi eseguiti dai militari dell’Arma sono attualmente al vaglio del giudice per le indagini preliminari per la necessaria convalida.