La necessità di istituire un fondo di garanzia specifico per le imprese danneggiate dal Ciclone Harry è stata al centro del confronto tra la CNA Calabria e il governo.
L’obiettivo primario della proposta è consentire alle attività produttive e turistiche di rialzarsi in tempi brevi, garantendo la regolare operatività in vista dell’imminente stagione estiva.
Durante una videoconferenza con il ministro del Turismo Daniela Santanché, alla quale hanno partecipato anche i vertici delle Regioni Calabria, Sicilia e Sardegna, il Segretario regionale della CNA Calabria, Giulio Valente, ha esposto le criticità di un settore messo in ginocchio dalle recenti avversità atmosferiche.
Il nodo delle polizze assicurative e l’esclusione delle mareggiate
Uno dei punti più critici emersi durante l’incontro riguarda l’attuale sistema assicurativo. Molti imprenditori che hanno subito la distruzione di laboratori artigiani, strutture produttive e stabilimenti balneari si trovano oggi impossibilitati a ricevere indennizzi. Il Segretario Valente, riportando la linea politica definita dal presidente Giovanni Cugliari, ha evidenziato come le mareggiate non siano attualmente contemplate nelle polizze catastrofali.
Questa mancanza di copertura risulta paradossale se si considera l’obbligatorietà delle polizze per le imprese. “Le aziende collocate lungo le zone costiere non possono essere obbligate alla polizza, ma essere escluse dai rimborsi”, ha dichiarato Valente, sottolineando come questa lacuna rappresenti un ostacolo insormontabile per la ripresa del tessuto economico costiero.
Richiesta di interventi governativi e sostegno al settore balneare
Il confronto ha visto la partecipazione anche di Cristiano Tomei, responsabile CNA Nazionale balneatori, che ha ribadito la gravità delle difficoltà in cui versano le imprese artigiane travolte dalla furia di acqua e vento. La CNA ha espresso apprezzamento per l’apertura al dialogo mostrata dal Ministero e dalle istituzioni regionali, ma ha sollecitato un intervento normativo e finanziario immediato.
Secondo l’associazione di categoria, il Governo deve dimostrare la reale efficacia dello strumento assicurativo obbligatorio, correggendo le storture che penalizzano proprio chi è più esposto ai rischi climatici. Il fondo di garanzia richiesto servirebbe a colmare il vuoto lasciato dalle assicurazioni private, permettendo agli imprenditori di accedere alle risorse necessarie per ricostruire le attività e non perdere la competitività sul mercato turistico internazionale.



