HomeCostume & SocietàCulturaOltre i Confini della Poesia: il...

Oltre i Confini della Poesia: il tempo e le radici nella poesia di Fabrizio Lama

Ospite di questa settimana della rubrica Oltre i confini della Poesia, curata da Antonia Flavio, è Fabrizio Lama, nato a Napoli il 12 giugno 1989.

Laureato in Filosofia e in Scienze Storiche, Fabrizio vive la scrittura come un atto di ascolto profondo e di rispetto, soprattutto verso l’universo femminile, che considera origine e destino della parola poetica. La sua poesia nasce dal cuore e al cuore si rivolge, con una sensibilità autentica, dichiaratamente femminista e umana.

Papà, tu sei il tempo

Papà, Tu sei il tempo

Nel velo di luce che squarcia il silenzio,

al primo sussurro del sole che sorge,

ti trovo, padre mio, nel tepore del mattino,

la prima stella che accende i miei occhi assonnati.

Il tuo volto, mappa di rughe come fiumi antichi,

scorre gentile nel rituale del giorno nascente:

una tazza di caffè tra mani callose e sagge,

che modellano il pane come scolpivano sogni.

Oh, bellezza dei tuoi gesti, silenziose sinfonie!

Il modo in cui pieghi il giornale, con cura di poeta,

o sfiori la porta, lasciando eco di protezione.

Ogni movimento è un verso inciso nell’aria,

un ponte di tenerezza che unisce le nostre ombre,

e io, rapita, bevo la grazia di quel tuo danzare lieve,

come foglie autunnali che il vento accarezza piano.

E nel profondo, un fiume di luce si riversa:

sapere che mi ami, tanto, immenso, senza confini.

Non parole gridate, ma un calore che abita le vene,

un faro nel petto che non vacilla mai,

neanche quando il mondo tinge di grigio i miei passi.

Il tuo amore è la radice che mi tiene salda,

fiore nascosto nel suolo, eterno e invisibile,

che sboccia in me ogni alba, rendendomi intera.

Ma oh, la tua forza, papà, è tempesta domata!

Sei quercia secolare, radicata nel tuono,

che sfida i venti ululanti senza chinare il capo,

tronco forgiato da inverni crudeli e soli ardenti,

dove ogni ramo è un giuramento di resistenza.

Le tue braccia, come catene di ferro temprato nel fuoco,

sollevano il peso del mondo senza un lamento,

e nel tuo passo, eco di mari in burrasca placati,

trovo l’ancora che tiene saldo il mio vascello fragile.

Sei montagna che non trema, vetta eternamente innevata,

dove le valanghe si infrangono in silenzio devoto,

e i sentieri aspri che tracci con mani di roccia

guidano i miei piedi incerti verso cime luminose.

La tua forza è leone addormentato nella savana,

ruggito trattenuto per vegliare il branco sereno,

zampe che graffiano il suolo per tracciare confini sacri,

cuore che pulsa come tamburo di guerra invincibile.

Papà, in questo intreccio di gesti e di sguardi,

sei il mio primo respiro, il mio ultimo rifugio.

Nel tuo amore trovo il cielo che non cade,

e nella tua forza, il ferro che forgia le stelle.

Ogni mattina, ritrovandoti, rinasco

nella poesia infinita di ciò che siamo:

un cuore che batte, doppio, per l’eternità,

protetto da mura di tempesta e di eternità.

La poesia Papà, tu sei il tempo è un intenso canto d’amore filiale che attraversa memoria, quotidianità e sacralità del legame padre-figlia. Attraverso immagini luminose e potenti metafore naturali, il padre diventa tempo, radice, montagna e rifugio: una presenza silenziosa ma incrollabile, fatta di gesti semplici e forza trattenuta. Il verso è ampio, avvolgente, capace di trasformare l’intimità domestica in dimensione universale, dove l’amore non ha bisogno di parole ma vive nei gesti, nella protezione e nella continuità dell’essere.

E tu?

Scrivi? Ami la poesia?

Allora Oltre i confini della Poesia è anche per te!

Partecipa inviando:

una tua poesia

una breve biografia (max 15 righe)

una tua foto personale

a: antoniaflavio77@gmail.com

Lascia che le tue parole superino ogni confine…