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Altomonte isolata, chiusa la provinciale per lo svincolo autostradale: stop a auto e pedoni

Il verdetto è arrivato il 10 febbraio: SP120 chiusa. La decisione di interrompere il transito lungo la Strada Provinciale 120 ha isolato il centro abitato di Altomonte dal fondamentale svincolo autostradale, innescando una serie di criticità che colpiscono la viabilità, l’economia locale e i servizi essenziali.

Il provvedimento è totale, come specificato nella nota ufficiale: «Niente auto, niente pedoni. Il tratto che collega Altomonte all’autostrada è ufficialmente interrotto, lasciando il centro abitato nel caos».

L’origine del dissesto e il rimpallo di responsabilità

L’attuale emergenza non rappresenta un evento isolato, ma l’aggravarsi di una problematica nota da tempo. Le radici del blocco affondano infatti in criticità pregresse che non hanno trovato una soluzione definitiva nonostante i segnali d’allarme degli scorsi anni. «La frana odierna nasce infatti dalle ceneri di un piccolo smottamento mai sanato», chiarisce il comunicato, evidenziando come l’instabilità del versante sia stata alimentata dalle ultime piogge.

La gestione del tratto stradale è stata caratterizzata da un prolungato rimpallo di responsabilità tra i diversi enti competenti. Nonostante i sopralluoghi istituzionali e gli impegni formali assunti nella primavera del 2024, gli interventi realizzati non sono risultati risolutivi, lasciando l’arteria vulnerabile al primo evento meteorologico di rilievo.

Disagi per il commercio e logistica in crisi

Le ripercussioni economiche si sono manifestate immediatamente. Le attività commerciali del borgo denunciano pesanti difficoltà nell’approvvigionamento delle merci. I mezzi pesanti, impossibilitati a percorrere la provinciale, sono costretti a utilizzare percorsi alternativi che presentano numerose insidie. La viabilità secondaria, infatti, non è ritenuta idonea ai carichi pesanti sia per le forti pendenze, sia per la carenza di segnaletica adeguata, rendendo le manovre di immissione sulla SP120 pericolose a causa della scarsa visibilità.

Lo scontro sul trasporto pubblico e il caso TNC

Un punto particolarmente critico riguarda il servizio di trasporto pubblico gestito dalla ditta TNC. Nonostante il collegamento sia sostenuto da risorse pubbliche, l’azienda ha modificato autonomamente il percorso delle linee. Nella nota si legge che «nonostante il servizio sia garantito da fondi pubblici, la ditta ha deciso unilateralmente di fermare i bus al bivio di contrada Vomereto, invece che in Piazza Belluscio».

Questa decisione obbliga l’utenza, inclusi i cittadini che necessitano di raggiungere strutture sanitarie, a scendere in un punto distante dal terminal previsto dal contratto. Al momento, il confronto tra i Commissari Straordinari e l’azienda non ha prodotto i risultati sperati: la richiesta di attivare un servizio navetta tra il centro e il bivio di Vomereto è stata respinta.

Ipotesi tecniche e interventi strutturali

Mentre si cerca una soluzione immediata per il trasporto pubblico, i tecnici stanno valutando la possibilità di deviare i pullman verso Contrada Boscari. Questa opzione permetterebbe il rientro sulla provinciale nei pressi del campo sportivo, limitando l’uso del tratto più ammalorato al solo traffico ordinario.

La situazione della SP120 pone nuovamente l’accento sulla fragilità idrogeologica della Sibaritide. Senza un piano di interventi strutturali e definitivi, il collegamento tra Altomonte e le principali arterie di comunicazione rimarrà soggetto a una precarietà che penalizza lo sviluppo e la sicurezza del territorio.