Il futuro dell’Unità Operativa di Anatomia Patologica presso lo Spoke ospedaliero di Corigliano-Rossano finisce al centro del dibattito politico regionale.
La consigliera Pasqualina Scutellà ha depositato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al Presidente della Giunta regionale per ottenere chiarimenti urgenti sulla riorganizzazione di un reparto considerato vitale per l’intera struttura sanitaria della Sibaritide.
L’iniziativa scaturisce dalle preoccupazioni sollevate da medici e amministratori locali in merito a un possibile depotenziamento delle funzioni dell’Unità. Il timore principale riguarda l’impatto diretto sui tempi e sulla qualità delle diagnosi, con particolare riferimento all’ambito oncologico, dove la tempestività risulta determinante per l’efficacia delle cure e la presa in carico dei pazienti.
Le criticità del progetto sanitario territoriale
L’atto ispettivo mira a fare luce sui provvedimenti amministrativi in corso di adozione e sulle motivazioni tecniche che sosterrebbero tale scelta. Secondo quanto rilevato dalla consigliera, il rischio è quello di assistere a un progressivo allontanamento dei servizi essenziali dai cittadini, compromettendo il diritto alla salute in un’area già segnata da storiche carenze strutturali.
Il dubbio sollevato riguarda anche la coerenza tra gli investimenti infrastrutturali e l’effettiva offerta di servizi. Il riferimento è alla costruzione del nuovo ospedale della Sibaritide che, stando alle attuali linee di gestione, rischierebbe di nascere privo delle funzioni strategiche necessarie a garantirne l’operatività.
La richiesta di trasparenza sugli atti amministrativi
La gestione della sanità pubblica richiede, secondo l’esponente politica, una programmazione basata su atti formali e verificabili piuttosto che su rassicurazioni verbali. L’obiettivo dell’interrogazione è spingere la Regione a promuovere iniziative che garantiscano il mantenimento e la piena funzionalità dell’Anatomia Patologica all’interno del presidio.
«In un territorio già fortemente penalizzato sul piano dell’offerta sanitaria – sottolinea Scutellà – è indispensabile che ogni riorganizzazione sia trasparente, formalizzata e orientata esclusivamente alla tutela dei LEA. La sanità pubblica non può essere gestita con annunci o rassicurazioni generiche, ma attraverso atti chiari e verificabili».
L’attenzione resta dunque alta sulla necessità di un progetto sanitario che non si limiti alla costruzione di nuovi edifici, ma che sappia preservare e potenziare i nuclei specialistici già esistenti per assicurare una rete ospedaliera realmente efficace e vicina alle esigenze della popolazione locale.



