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Alluvione Calabria: «La Diga di Tarsia ha evitato la catastrofe»

Mentre la Calabria fa i conti con i danni di un’ondata di maltempo eccezionale, il Consorzio di Bonifica (CB) della Calabria scende in campo non solo con le ruspe, ma con i dati alla mano per spiegare come è stata gestita l’emergenza. Nonostante la competenza del Consorzio sia limitata alla rete di scolo e non ai grandi fiumi, l’ente ha operato ben oltre i propri doveri per evitare che il bilancio, già pesante, diventasse tragico.

Il ruolo chiave della Diga Traversa di Tarsia

Il punto nevralgico della gestione idraulica è stato lo sbarramento delle “Strette di Tarsia” sul fiume Crati. È qui che si è giocata la partita più difficile.

Tecnicamente, la Diga di Tarsia ha una concessione per solo uso irriguo e, in teoria, non dovrebbe operare per il controllo delle piene. Tuttavia, data l’eccezionalità dell’evento, è scattata una sinergia senza precedenti:

  • Modulazione d’emergenza: Su richiesta della Protezione Civile e dopo il via libera di Ministero e Prefettura, il Consorzio ha utilizzato la diga per “frenare” l’acqua.

  • Regolazione del flusso: Le paratoie non sono state chiuse del tutto, ma manovrate costantemente per attenuare i volumi in ingresso.

  • Un bacino immenso: L’infrastruttura ha regolato l’acqua caduta su un bacino di oltre 1.300 km², permettendo un deflusso graduale verso valle e riducendo l’impatto della piena che, a Santa Sofia d’Epiro, ha sfiorato la portata mostruosa di 471 metri cubi al secondo.

Solidarietà e interventi straordinari

Al di là della gestione tecnica, il Consorzio ha schierato un esercito di tecnici e operai, impegnati 24 ore su 24. Non si è trattato solo di presidiare le idrovore, ma di un vero e proprio supporto umanitario:

  1. Assistenza ai cittadini: Gli operai hanno aiutato gli abitanti a ripulire le case invase dal fango.

  2. Lavori non convenzionali: Anche se non di propria competenza, i mezzi del Consorzio (escavatori, camion e trattori) hanno lavorato per ripristinare argini distrutti e aprire sbocchi a mare per far defluire l’acqua.

  3. Presidio costante: La sorveglianza è proseguita ininterrottamente per giorni, con monitoraggi ora per ora insieme ad Arpacal e Protezione Civile.

“Nessuna vittima: il risultato della sinergia”

Il Commissario Straordinario, Giacomo Giovinazzo, sottolinea come la priorità assoluta sia stata la salvaguardia della vita umana. Se le aree di Cassano allo Ionio, Corigliano-Rossano e Tarsia hanno subito allagamenti pesanti, ciò è dovuto a fiumi (come il Coscile e l’Esaro) che hanno raggiunto picchi mai visti prima, saturando terreni che dopo 20 giorni di pioggia non potevano più assorbire nulla.

“Le opere di bonifica, seppur perfettamente manutenute, non potevano reggere da sole l’urto di un bacino di 2500 kmq,” spiegano dal Consorzio. “Ma il coordinamento tra enti ha permesso di limitare i danni e, soprattutto, di non piangere vite umane.”

Il Consorzio di Bonifica resta ora sul campo per il ripristino delle proprie opere, anch’esse danneggiate, continuando a spalare e ricostruire fianco a fianco con gli agricoltori calabresi.