La gestione del rischio idrogeologico in Calabria torna al centro del dibattito politico dopo le recenti ondate di maltempo che hanno colpito il territorio.
Il vicepresidente della Giunta regionale con delega al Governo del territorio e difesa del suolo, Filippo Mancuso, è intervenuto con fermezza per rispondere alle critiche sollevate da alcuni esponenti delle opposizioni e sindaci locali. Secondo Mancuso, il momento attuale richiederebbe responsabilità e collaborazione istituzionale piuttosto che contrapposizioni strumentali finalizzate alla visibilità personale.
“In momenti drammatici come quello che la Calabria sta vivendo in queste ultime settimane, ci si aspetterebbe da parte di tutti, a ogni livello istituzionale, senso di responsabilità, equilibrio e spirito di collaborazione”, ha dichiarato il vicepresidente, sottolineando come l’obiettivo primario debba rimanere il bene dei cittadini e delle imprese.
I numeri della struttura commissariale e il confronto con il passato
Per supportare la tesi di un’azione amministrativa efficace, sono stati diffusi i dati relativi alle spese effettuate negli ultimi tre anni e mezzo sotto la guida del presidente Roberto Occhiuto. Le cifre indicano un cambio di passo rispetto alle precedenti legislature: la struttura commissariale ha impegnato oltre 140 milioni di euro per la messa in sicurezza del territorio.
Mancuso ha evidenziato come questa somma sia esattamente il doppio rispetto ai 70 milioni di euro spesi nei dieci anni antecedenti l’insediamento dell’attuale governo di centrodestra. La difesa dell’operato regionale si poggia su quella che viene definita un’azione strutturale e continuativa, programmata seguendo criteri tecnici piuttosto che le contingenze delle polemiche politiche.
Gli interventi specifici nella Valle del Crati e nel Cosentino
Il focus degli investimenti si è concentrato in particolare sulla Valle del Crati, area storicamente esposta a criticità idrauliche. In questo distretto sono stati programmati oltre 24 milioni di euro, suddivisi tra opere già concluse, cantieri in corso e progetti che vedranno l’avvio entro giugno 2026. Tra gli interventi principali figurano la messa in sicurezza degli argini presso gli scavi archeologici per 4 milioni di euro e lavori analoghi verso monte per ulteriori 7,8 milioni di euro.
Il piano d’azione include anche:
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Interventi sul torrente Muzzolito e sul Crati nell’area di Corigliano-Rossano per 1,2 milioni di euro.
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Un progetto di mitigazione del rischio in località Ministalla dal valore di 5,5 milioni di euro.
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Ulteriori opere da finanziare per 7 milioni di euro tramite il fondo di progettazione del Ministero dell’Ambiente.
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Un intervento da 4 milioni di euro sull’asta del Crati a Cosenza, attualmente in fase di verifica prima della gara d’appalto.
Verso una nuova governance della difesa del suolo
Oltre ai singoli cantieri, la Regione punta a una riorganizzazione complessiva della materia attraverso il nuovo Dipartimento Governo del Territorio e Difesa del Suolo. L’obiettivo dichiarato è il rafforzamento della sinergia con l’Autorità di Bacino Distrettuale e la promozione di una governance che preveda il riordino delle competenze e la revisione del quadro normativo.
“Questi sono fatti. Sono risorse stanziate, cantieri aperti, progetti esecutivi, interventi concreti che dimostrano un’azione strutturale e continuativa”, ha ribadito Mancuso, aggiungendo che, nonostante i risultati raggiunti, l’impegno deve proseguire per assicurare ristori e assistenza ai territori colpiti. La nota si conclude con una netta distinzione tra l’operato dell’esecutivo e quello delle minoranze: “I cittadini sanno distinguere tra chi governa assumendosi responsabilità e chi si limita a commentare senza alzare un dito”.



