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Sibari sotto l’acqua: tra fango e passerelle politiche, la Calabria esige fatti, non promesse

Lo scenario è spettrale. Dove prima c’erano strade e campi, oggi regna una distesa di fango e acqua stagnante. Le zone di Thurio, Lattughelle e i prestigiosi Laghi di Sibari sono finite nuovamente in ginocchio, sommerse dall’esondazione che ha travolto il cuore della Piana. Mentre il livello dell’acqua fatica a scendere, sale invece la rabbia dei residenti, degli agricoltori e degli operatori turistici.

Un territorio sommerso: da Thurio ai Laghi

La situazione più critica si registra nelle aree rurali e residenziali. A Thurio e Lattughelle, le aziende agricole hanno visto svanire in poche ore mesi di lavoro e investimenti: agrumeti e colture di pregio sono ancora sotto la morsa della piena. Non va meglio ai Laghi di Sibari, dove il sistema idraulico e le infrastrutture portuali mostrano ancora una volta tutta la loro fragilità di fronte all’incuria e alla mancata manutenzione dei bacini e degli argini.

Basta passerelle: la rabbia dei calabresi

In questi giorni di emergenza, il “rituale” si è ripetuto identico a se stesso: un viavai di auto blu, sopralluoghi istituzionali, selfie tra il fango e dichiarazioni di solidarietà cariche di retorica. Ma ai cittadini di Sibari e della Calabria intera queste passerelle elettorali non bastano più.

La presenza dei politici sul luogo del disastro è percepita ormai come un insulto se non accompagnata da atti immediati. La popolazione è stanca di sentire parlare di “eccezionalità dell’evento” o di “piani strutturali” che restano chiusi nei cassetti per decenni.

Le richieste: aiuti economici e interventi veri

Quello che il territorio chiede a gran voce non è una pacca sulla spalla, ma:

  1. Risarcimenti immediati: Fondi certi e sburocratizzati per le imprese agricole e le famiglie che hanno perso tutto.

  2. Manutenzione costante: La pulizia dei canali e il rafforzamento degli argini del fiume Crati non possono essere interventi “una tantum” post-alluvione.

  3. Responsabilità: I cittadini pretendono di sapere perché, dopo anni di fondi stanziati per il rischio idrogeologico, la zona di Sibari si trovi ancora a contare i danni a ogni pioggia abbondante.

La Calabria non vuole più essere la terra dell’emergenza perenne. Dopo il fango, i calabresi aspettano le risorse economiche e i cantieri. Le chiacchiere, come l’acqua del Crati, se le porta via il vento.