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Dramma Sibari: un mare di fango sommerge i Laghi. Servono aiuti immediati per risorgere

Le immagini che arrivano dai Laghi di Sibari, da Thurio e Lattughelle sono un colpo al cuore della Calabria. Non c’è più traccia della bellezza di questi luoghi, sostituiti da una distesa spettrale di acqua limacciosa e detriti. Le banchine del centro nautico sono annegate nella melma, le villette sono invase dal fango e le strade sono diventate canali impraticabili.

Oltre il fango, il vuoto economico

Lo scenario è di una devastazione totale: imbarcazioni incagliate tra i detriti, giardini trasformati in paludi e pareti segnate dal livello dell’acqua che ha travolto ogni cosa. Ma oltre al danno visibile, c’è quello invisibile e ancora più profondo: il blocco totale di un’economia basata sul turismo e sull’agricoltura di pregio.

L’appello: risarcimenti ora, non promesse

Per risorgere da questo strato di fango che soffoca il futuro di Sibari, non servono più le visite di rito. La Calabria oggi urla una sola parola: concretezza.

  • Aiuti economici immediati: Servono fondi pronti al consumo per ripulire le strutture, riparare i danni e permettere alle attività di non fallire.

  • Risarcimenti diretti: Le imprese e le famiglie colpite hanno bisogno di liquidità subito, senza le lungaggini di una burocrazia che spesso fa più danni dell’alluvione stessa.

  • Un piano di rinascita: Non si può ricostruire sulle stesse fragilità; servono investimenti strutturali per far sì che Sibari non debba più temere la pioggia.

I calabresi sono pronti a rimboccarsi le maniche, come hanno sempre fatto, ma per rialzarsi da questo disastro servono risorse vere. Il tempo delle parole è scaduto: Sibari deve risorgere, e deve farlo ora.