Sessanta grammi di eroina e cocaina già frazionati in dosi, occultati tra gli anfratti delle palazzine popolari come un bancomat del narcotraffico sempre attivo.
Questo è il bilancio dell’ultimo colpo assestato al mercato illegale nel quartiere Doria di Cassano Ionio, frutto di un’azione congiunta che ha visto la Polizia di Stato stringere il cerchio attorno ai nodi dello spaccio locale.
L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Castrovillari sotto la guida del Procuratore Capo Alessandro D’Alessio, nasce da un’intensificazione dei servizi di controllo che sta interessando l’intera provincia di Cosenza. Al fine di garantire il diritto di cronaca, l’attività si comunica nel rispetto dei diritti degli indagati, definiti dalle autorità come soggetti «da ritenersi presunti innocenti in considerazione dell’attuale fase del procedimento fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile».
Il fiuto delle unità cinofile tra i complessi di edilizia popolare
L’intervento ha visto scendere in campo gli uomini della Squadra Mobile di Cosenza e del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Castrovillari. Decisivo si è rivelato il supporto delle unità cinofile antidroga: sono stati proprio i cani poliziotto a guidare gli agenti verso i nascondigli ricavati con cura nelle corti dei caseggiati di Doria.
All’interno di alcuni recessi strutturali, le forze dell’ordine hanno rinvenuto circa 60 grammi di sostanza stupefacente. La suddivisione del carico suggerisce una logistica ben oliata, pronta a soddisfare la domanda del mercato con dosi già impacchettate e termosaldate, pronte per la cessione immediata.
La strategia di contrasto nella provincia di Cosenza
Il sequestro eseguito a Cassano Ionio non rappresenta un episodio isolato, ma si inserisce in una più ampia strategia di contrasto al traffico di stupefacenti nell’area di Castrovillari. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sulle indagini, che proseguono ora su due fronti principali: identificare i custodi materiali dello stoccaggio e risalire la piramide del rifornimento per individuare i canali che immettono la droga nel territorio cosentino.



