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Dall’Atlantico alla Calabria, scoperto un esemplare di Caravella portoghese nello Stretto

L’avvistamento di una Caravella portoghese nello Stretto di Messina rappresenta un evento di eccezionale valore scientifico.

Nella mattinata del 27 febbraio 2026, i volontari di Ambiente Mare Italia (AMI) APS hanno individuato un esemplare di Physalia physalis lungo le coste calabresi. Il ritrovamento è avvenuto durante un monitoraggio ecosistemico guidato dal referente territoriale Alessandro Taverriti.

L’organismo, originario delle acque tropicali e subtropicali dell’Oceano Atlantico, è una presenza occasionale nel Mar Mediterraneo. La sua apparizione è solitamente legata a particolari condizioni meteomarine, come venti occidentali persistenti che ne favoriscono l’ingresso attraverso lo Stretto di Gibilterra.

Un superorganismo che naviga tra i venti

Sebbene venga spesso scambiata per una medusa, la Caravella portoghese è in realtà un sifonoforo pleustonico. Si tratta di un organismo coloniale composto da diversi individui specializzati, chiamati zooidi, che operano insieme per garantire la sopravvivenza dell’intera colonia. La struttura è caratterizzata da una sacca galleggiante colma di gas che funge da vera e propria vela, permettendo alla specie di spostarsi sulla superficie marina seguendo le correnti.

I tentacoli di questo esemplare possono estendersi per decine di metri e contengono tossine pericolose per l’uomo e per la fauna marina. Anche dopo lo spiaggiamento, le cellule urticanti rimangono attive per diversi giorni. Nonostante la sua pericolosità, la Caravella ha predatori naturali come la tartaruga Caretta caretta, ma rischia spesso di essere ingerita accidentalmente da altri animali a causa della sua somiglianza con i frammenti di plastica.

Il resoconto del monitoraggio sul campo

La scoperta è avvenuta in modo fortuito mentre i volontari documentavano la presenza stagionale di Velella velella. Alessandro Taverriti ha descritto così il momento del ritrovamento:

“In mezzo alla sabbia ho notato qualcosa che a prima vista sembrava un sacchetto di plastica. Avvicinandomi, mi sono trovato davanti a un organismo straordinario: una Caravella portoghese. È stato incredibile osservare da vicino una specie rara nel Mediterraneo”.

L’esemplare presentava un sacco galleggiante avvolto a un piccolo frammento di legno, con tentacoli lunghi fino a 10 metri parzialmente danneggiati dall’impatto con la costa. Seguendo i protocolli scientifici per la sicurezza e la conservazione, il reperto è stato campionato in etanolo al 70% e segnalato all’ISPRA per ulteriori studi biologici.

Il valore della sorveglianza ambientale

L’evento sottolinea l’importanza del monitoraggio costante delle coste italiane per comprendere i cambiamenti ecologici in corso. La contemporanea presenza di altre specie galleggianti conferma l’esistenza di corridoi oceanografici che trasportano organismi atlantici nel bacino mediterraneo. Il presidente nazionale di Ambiente Mare Italia, Alessandro Botti, ha evidenziato l’importanza del contributo dei volontari in queste attività.

“Ogni avvistamento come questo è prezioso. Non si tratta soltanto di un dato scientifico: è la conferma del valore concreto del lavoro dei nostri volontari, della loro dedizione e della passione con cui sorvegliano le nostre coste. La presenza di specie alloctone come la Caravella portoghese rappresenta un fenomeno ecologico che richiede attenzione, studio e monitoraggio costante”.