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Lotta al dolore cronico e fibromialgia: il progetto No MOR Pain guida la ricerca dall’Umg di Catanzaro

L’Università Magna Graecia di Catanzaro si pone alla guida di una sfida scientifica di portata nazionale per contrastare il dolore cronico.

Attraverso il progetto No MOR Pain, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del fondo Next Generation EU (PRIN PNRR 2022), l’ateneo calabrese coordina un’attività di ricerca d’avanguardia finalizzata all’innovazione diagnostica e terapeutica. L’iniziativa punta a superare i modelli di cura tradizionali per approdare a una gestione personalizzata dei pazienti affetti da fibromialgia, una patologia spesso difficile da inquadrare con i protocolli standard.

Un approccio multidisciplinare per la medicina di precisione

Il cuore pulsante del progetto risiede nella collaborazione tra diversi poli accademici. Sotto il coordinamento della professoressa Carolina Muscoli dell’Umg, la ricerca vede la partecipazione attiva dell’Università di Messina e dell’Università dell’Aquila. L’obiettivo centrale è la decodifica del ruolo del recettore oppioide MOR (Mu-Opioid Receptor) nella modulazione del dolore, cercando di superare le attuali barriere farmacologiche.

Nel corso di un recente incontro scientifico ospitato a Catanzaro, esperti come il professor Francesco Brancati (Università dell’Aquila) e la professoressa Daniela Caccamo (Università di Messina) hanno approfondito il legame tra biomarcatori e medicina di precisione. Gli studi si stanno concentrando in particolare sulla correlazione tra stress ossidativo, sistema immunitario e recettori in quadri clinici complessi quali la fibromialgia e l’osteoartrosi.

Sinergia tra istituzioni e superamento dello stigma

Il progetto non si limita all’ambito laboratoriale, ma attiva una rete che coinvolge istituzioni e associazioni di settore. All’evento hanno preso parte anche la dottoressa Silvia Ceniti del Ministero della Salute e il professor William Raffaeli, presidente della Fondazione ISAL. Proprio quest’ultimo ha sottolineato l’importanza di garantire trattamenti personalizzati su scala nazionale, consolidando una collaborazione con l’Umg che dura ormai da oltre dieci anni.

Uno degli ostacoli principali rimane il cosiddetto “stigma dell’invisibilità” che colpisce chi soffre di fibromialgia. Si tratta di una condizione paradossale: un dolore costante e invalidante per il paziente, ma spesso non rilevabile dagli strumenti diagnostici convenzionali. “No MOR Pain” si propone dunque come risposta non solo sanitaria, ma anche sociale, per restituire dignità a milioni di persone.

Il ruolo del territorio e l’eccellenza della ricerca calabrese

Il Magnifico Rettore dell’Università Magna Graecia, professor Giovanni Cuda, ha evidenziato come l’ateneo di Catanzaro si confermi un polo d’eccellenza capace di guidare network scientifici di alto profilo con ricadute dirette sulla qualità della vita della popolazione. Un elemento distintivo della ricerca riguarda anche la valorizzazione delle risorse del territorio. L’Umg sta infatti portando avanti studi sulle proprietà terapeutiche di prodotti locali, come il bergamotto, integrati in una linea di ricerca dedicata alla promozione della salute pubblica.