HomeAttualitàEmergenza idrica a Cariati tra ordinanze...

Emergenza idrica a Cariati tra ordinanze senza scadenza e acqua torbida

La gestione del servizio idrico nel Comune di Cariati finisce nuovamente al centro del dibattito politico e sociale.

Il gruppo consiliare Lampare ha inviato, in data 6 marzo 2026, due comunicazioni formali via PEC per accendere i riflettori su una situazione definita insostenibile, che vede diverse zone del territorio comunale ancora soggette a restrizioni sull’uso dell’acqua potabile risalenti agli anni 2023 e 2024.

Questi provvedimenti, emessi come ordinanze di divieto per il consumo umano, risultano tuttora validi con la dicitura fino a revoca. Tuttavia, secondo quanto segnalato dai rappresentanti dell’opposizione, mancherebbero aggiornamenti pubblici periodici, chiarimenti ufficiali e, soprattutto, una perimetrazione certa delle aree ancora interessate dai disagi.

La richiesta di ristori per i cittadini e le attività

Un punto centrale dell’iniziativa riguarda l’aspetto economico legato alle bollette del servizio idrico. A seguito di riscontri protocollati dall’ente nei giorni scorsi, che escludono l’applicazione di misure di agevolazione generalizzate, il gruppo Lampare ha sollecitato l’Area Finanziaria affinché definisca una procedura operativa chiara per le istanze individuali.

La richiesta mira all’istituzione di un canale di presentazione ufficiale, con tempi di risposta certi e criteri di calcolo predefiniti. Nello specifico, si sollecita l’adozione di un modulo denominato Istanza credito/storno/rimborso – Servizio Idrico, considerato uno strumento indispensabile per garantire trasparenza e parità di trattamento tra tutti i contribuenti colpiti dal disservizio.

Rischi per la salute e impatto sulle attività produttive

Parallelamente alle questioni amministrative, è stata inviata una diffida al Sindaco e al Responsabile dell’Area Tecnica. Il documento evidenzia come l’assenza di un quadro aggiornato sugli esiti dei campionamenti e delle analisi chimico-batteriologiche stia alimentando incertezza e potenziali rischi per la salute pubblica.

Le segnalazioni riguardanti l’erogazione di acqua torbida o di colore marrone sono frequenti e colpiscono duramente non solo i privati cittadini, ma anche il tessuto economico locale. Le attività del settore alimentare, come bar, panifici e ristoranti, si trovano costrette a sostenere spese extra per l’acquisto di acqua minerale, l’installazione di filtri e la manutenzione straordinaria degli impianti, senza ricevere garanzie sulla qualità della risorsa idrica erogata.

Se le ordinanze restano in vigore per anni senza soluzioni strutturali, la tutela della salute rischia di trasformarsi in un concetto privo di sostanza. In attesa di risposte istituzionali, è stato avviato un servizio di supporto per aiutare gli utenti nella raccolta della documentazione necessaria, come bollette, fatture d’acquisto e prove fotografiche, utile a formalizzare le richieste di ristoro.