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Mobilitazione agricola a Roma, trattori da tutto il Sud nella capitale

La mobilitazione degli agricoltori nella Capitale entra nel vivo e non accenna a fermarsi. Dopo una giornata di ieri segnata da azioni simboliche e burocratiche nel cuore della città, il Coapi (Coordinamento Agricoltori Più Insieme) rilancia la sfida confermando che anche oggi, sabato 7 marzo, i motori resteranno accesi presso il presidio della Cooperativa Nuova Castel di Leva.

La giornata di venerdì ha segnato un punto di svolta tattico per la protesta. Fin dalle prime luci dell’alba, decine di mezzi agricoli sono confluiti verso Roma partendo dai territori di Torreinpietra, Capena, Rieti e Velletri, supportati da delegazioni giunte appositamente da Abruzzo e Campania per ricongiungersi al presidio romano. Il momento culminante si è consumato nel pomeriggio, quando una colonna di 25 trattori autorizzati ha attraversato le strade della capitale fino a raggiungere via Veneto, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Qui è stato ufficialmente depositato e protocollato un atto di diffida rivolto alla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e agli organismi dell’esecutivo UE.

Il documento, trasmesso per conoscenza anche alla Presidenza del Consiglio nella persona di Giorgia Meloni e al Ministro Adolfo Urso, rappresenta un duro richiamo alle politiche comunitarie che minacciano la tenuta del comparto. Una volta completato l’iter burocratico, i mezzi hanno fatto rientro alla base di Castel di Leva, ma la mobilitazione è tutt’altro che conclusa.

Oggi, sabato 7 marzo, la protesta cambia infatti volto e si apre alla società civile. Non saranno più solo i trattori a far sentire la propria voce: il Coapi ha indetto per l’intera giornata un ulteriore allargamento della base, chiamando a raccolta i cittadini in segno di solidarietà con le istanze del mondo agricolo. Si prevede dunque una piazza non solo di categoria, ma una mobilitazione corale a difesa della produzione nazionale e della sovranità alimentare. Mentre le attività di coordinamento restano serrate e i mezzi presidiano l’area sud della Capitale, l’attenzione resta altissima in attesa di risposte concrete dalle istituzioni, con i manifestanti pronti a proseguire la lotta finché non verranno ascoltati.