Nella giornata dell’11 marzo 2026, la Polizia di Stato ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due uomini residenti a Reggio Calabria.
Il provvedimento, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale locale su coordinamento della Procura della Repubblica, giunge a completamento di un’articolata attività investigativa volta a individuare i responsabili di un violento assalto avvenuto lo scorso inverno.
La ricostruzione della rapina nel punto vendita di via De Nava
I fatti contestati risalgono al 22 dicembre 2025, quando i due soggetti avrebbero fatto irruzione all’interno del negozio Toys Center situato in via De Nava. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i rapinatori sono giunti sul posto a bordo di uno scooter risultato rubato e munito di una targa associata a un altro veicolo, anch’essa di provenienza illecita.
Una volta all’interno dell’esercizio commerciale, con il volto travisato da passamontagna, i malviventi hanno minacciato i dipendenti con una pistola. Per impedire qualsiasi richiesta di soccorso immediata, si sono appropriati del telefono cellulare di una delle impiegate, riuscendo così a svuotare la cassaforte. Il bottino asportato ammonterebbe a circa 45.000 euro. Dopo il colpo, i due si sono dileguati rapidamente utilizzando lo stesso motociclo, facendo perdere le proprie tracce nelle vie cittadine.
Le indagini della Squadra Mobile e della Polizia Scientifica
L’attività della IV sezione della Squadra Mobile di Reggio Calabria si è concentrata sull’analisi meticolosa delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza della zona. L’incrocio di questi dati con i rilievi tecnici della Polizia Scientifica, appostamenti e servizi di controllo ha permesso di ricostruire i movimenti dei sospettati sia nelle fasi precedenti che in quelle successive al reato.
Gli investigatori descrivono l’azione come una condotta criminosa pianificata nei minimi dettagli e organizzata per tempo. Durante l’esecuzione dell’ordinanza cautelare, la Polizia ha inoltre rinvenuto parte del denaro sottratto nella disponibilità di uno dei due destinatari del provvedimento.
Il quadro giuridico e la presunzione di innocenza
Nonostante la gravità degli indizi raccolti e il ritrovamento di parte dei proventi, è necessario ribadire che il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. In ossequio al principio della presunzione di innocenza, i soggetti sottoposti alle indagini non possono essere considerati colpevoli fino all’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato.



