Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vibo Valentia ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un imprenditore di 47 anni residente a Maierato, indagato per il reato di lesioni aggravate ai danni dell’ex compagna.
Il provvedimento giunge al termine di un’attività investigativa condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia e mira a tutelare l’incolumità della donna, assistita dall’avvocato Antonio Larussa del Foro di Lamezia Terme.
Le prescrizioni del tribunale e le esigenze cautelari
La decisione del gip accoglie integralmente la richiesta avanzata dalla Procura di Vibo Valentia, che ha ravvisato la sussistenza di un solido quadro indiziario e la necessità di intervenire con urgenza per prevenire il rischio di nuovi episodi di violenza o di indebite pressioni sulla vittima. L’indagato ha ora l’obbligo di mantenere una distanza minima di 1.000 metri dalla persona offesa e da tutti i luoghi da lei abitualmente frequentati. L’ordinanza impone inoltre il divieto assoluto di ogni forma di contatto, sia esso diretto o indiretto, con l’ex compagna.
Il monitoraggio elettronico e il contesto della sicurezza
A garanzia dell’effettivo rispetto delle restrizioni imposte, il magistrato ha disposto l’applicazione del braccialetto elettronico. Tale strumento tecnologico permette un monitoraggio costante degli spostamenti dell’uomo, garantendo una segnalazione immediata alle forze dell’ordine in caso di violazione della distanza di sicurezza.
L’adozione di questi dispositivi di controllo è divenuta sempre più frequente nelle procedure relative alla violenza domestica e di genere, con l’obiettivo di innalzare i livelli di protezione per le vittime ed evitare il ripetersi di condotte persecutorie.
La sensibilità delle autorità locali verso tali dinamiche appare particolarmente elevata in questo periodo, anche in considerazione di drammatici fatti di cronaca avvenuti nel territorio vibonese, come il recente omicidio-suicidio consumatosi a Mileto. L’intervento del Tribunale si inserisce dunque in una più ampia strategia di contrasto alla violenza di genere, volta a intervenire tempestivamente prima che le situazioni di conflitto possano degenerare ulteriormente. (fonte gazzetta del sud)



